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Verso la riva

Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Che stanchezza! Penso che sia arrivato proprio il momento di lasciare per un po’ queste limpide acque che ci hanno accompagnato per questo breve viaggio.  Prima o poi ogni cosa finisce, ma non è detto che termini proprio adesso, tra questi fondali ciottolosi, ma là: In una caletta molto carina. Le mareggiate ci regalano molte cose, infatti, sono molto curioso di capire cosa possiamo trovare sulla riva. Andiamo! Come? Non avete capito?! Ci dobbiamo immergere in un altro piccolo giro che ci porta da qui alla riva di quella piccola cala.

Guardate! Lì tra i flussi e riflussi della risacca ci sono dei pesci che sembrano danzare, quando in realtà si lasciano semplicemente cullare, evitando di perdere il controllo di sè stessi con dei piccoli scatti del loro corpo. Che meraviglia! Tra i pesci (Fig.1) che stiamo osservando ci sono dei piccoli esemplari di Sarpa salpa e Donzella pavonina che abbiamo già incontrato,ma anche degli esemplari di Mugil cefalus (Fig.2)

 

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Fig.1. Esemplari di Sarpa salpa, Donzella pavonina e Mugil cephalus

 

Mugil cephalus (Linneo, 1758)

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Fig.2. Esemplari di Mugil cephalus

Il Mugil cephalus o cefalo comune, è un pesce che ama nuotare in gruppi formati da diversi individui, si  sposta in prossimità del fondo, ma talvolta si possono notare nuotare  verso la superficie dell’acqua.  Amano le acque con forte carico organico.

 

 

Ma adesso dedichiamoci un po’ alle alghe che possono essere distinte in micro e macro alghe, ma nel nostro caso paleremo solo delle macroalghe, che sono state suddivise dagli studiosi in alghe rosse (Rhodophyta), alghe verdi (Clhorophyta) e  alghe brune (Phaeophyceae). In questo momento noi stiamo osservando la Dyctiota dichotoma (Hudson) J.V. Lamouroux, 1809) (Fig.4) detta comunemente “nastro a forcelle” che appartiene alle alghe brune. Quest’alga vive comunemente su rocce e specie del genere Cystoseira (Alga bruna considerata di notevole interesse, infatti viene definita “biological formers of habitat structure”. Svolgono il ruolo di specie guida e strutturanti all’interno delle comunità dell’infralitorale e del circalitorale superiore (Vedi dominio bentonico) del sistema fitale, grazie alla loro capacità di modificare i fattori fisici e biotici dell’ambiente).  La colorazione varia da bruno a verde, ed è caratterizzata da una iridescenza azzurra o blu elettrico.

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Fig.3. Cystoseira amentacea

 

Un alga molto somigliante  a questa ed appartenente sempre alle Dictyotacea è  Dictyota linearis, che presente una lamina molto più stretta  dell’alga di nostro interesse che è tipicamente larga da 5 a 7 mm.

 

Dyctiota dichotoma (Hudson) J.V. Lamouroux, 1809)

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Fig.4. Dictyota dichotoma su un substrato ricco di sedimento

Parlando sempre di alghe brune, più in la possiamo osservare la Padina pavonica (Linneo) Thivy, 1960  (Fig.5 ) comunemente nota come “coda di pavone”.  Oggi nel nostro caro Mediterrano, si può annoverare  comunque, anche la presenza della Padina boergesenii  ( Allender & Kraft 1983) che è una specie alloctona.

  

Padina pavonica (Linneo) Thivy, 1960

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Fig.5. L’alga “coda di pavone” a pochi metri di profondità su un substrato ricco di sedimento

L’alga coda di pavone si presenta peduncolata nella sua parte inferiore ed invece si apre a ventaglio nella sua parte superiore.  La superficie della lamina è caratterizzata dalla presenza di piccoli peli scuri.  La colorazione è bruno-giallastra, dall’accumulo di calcare che rende più evidenti le striature scure dove ci sono i peli. La P.pavonica, si incontra in luoghi riparati e calmi da un profondità di pochi metri, fino a circa 20 m.

 

 Uh! Guardate chi rincontriamo? Il nostro amico Thalassoma pavo,pesce incontrato subito dopo esserci buttati in acqua dalla scogliera, in compagnia di un sarago, ma stavolta non si tratta del Diplodus sargus, noto come sarago maggiore, ma del Diplodus vulgaris (Geoffroy Saint-Hilaire, 1817) (Fig.6) conosciuto comunemente come “sarago fasciato”. Questo sarago presenta un ampia fascia trasversale nera sulla fronte, ed un’ ampia macchia nera codale.  Il Diplodus vulgaris si può osservare in prossimità dei fondali rocciosi, ove sono presenti anche dei tratti con fondale sabbioso.

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Fig.6. Esemplari di Thalassoma pavo (In basso a sinistra) e Diplodus vulgaris (In alto a destra)

Adesso nuoteremo sopra una prateria di Posidonia oceanica (Fig.7)che come abbiamo detto precedentemente, non è un’alga ma una pianta di notevole importanza, ma che ancora una volta rimando ad una descrizione più accurata quando ormai saremo sulla riva. Poi capirete il motivo.

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Fig.7. Prateria di  Posidonia oceanica

Manca poco all’arrivo, ma ricordatevi di stare attenti alla Pelagia noctiluca (Forsskal, 1775), conosciuta come “medusa luminosa”.

 

Pelagia noctiluca (Forsskal, 1775)

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Fig.8. Pelagia noctiluca 

La medusa luminosa, viene detta tale per il motivo che di notte emette luminescenza. Questa medusa manca di una generazione polipoide. La Pelagia noctiluca, ha un ombrella a copula urticante con  4 braccia orali a margini frastagliati, dove al centro di essi si apre la bocca.

 

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Fig.9. Numerosi individui di Pelagia noctiluca sulla riva di una cala dell’Isola di Favignana (Isole Egadi)

La Pelagia noctiluca, si può incontrare di frequente sotto costa, poiché non riuscendo a contrastare il moto ondoso e le correnti, vengono trasportati passivamente. Non è difficile incontrare sulla riva una moltitudine di questi individui spiaggiati (Fig.9)

Siamo quasi arrivati sulla riva, ma non possiamo che bloccarci d’innanzi a due esemplari di Aplysia punctata (Cuvier, 1803). L’Aplysia è un mollusco opistobranco che presenta una piccolissimi conchiglia interna a differenza di altri molluschi che presentano una conchiglia utilizzata come rifuggio o protezione. Questi animali sono noti anche con il nome di “Lepri di mare”.

 

Aplysia punctata (Cuvier, 1803)

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Fig.10 Due esemplari di Aplysia punctata in prossimità della riva

Gli individui giovani di questo mollusco presentano una colorazione rosso carminio. Nel periodo primaverile si spostano verso la costa, in estate invece sono numerosi nella comunità vegetale , in particolare tra Cystoseira sp.,Laminaria sp., Ulva sp. e  Dictiotaceae. Sono in grado di nuotare. Nel periodo riproduttivo si possono osservare un moltitudine di esemplari che danno vita ad una lunga catena, nata dalla sovrapposizione dei loro corpi (Fi.11)  Le loro ovature vengono ancorate su dei talli algali (Fig.12)

 

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Fig.11. Esemplari di Aplysia punctata in riproduzione. In basso sulla sinistra un ovatura attecchita su dei talli algali.

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Fig.12. Ovatura di Aplysia

Bene! Siamo arrivati sulla riva. A presto. Spero che questa piccola escursione insieme sia stata di vostro gradimento.

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Foto di Paolo Balistreri

Fonti bibliografiche:

Mojetta,A e Ghisotti,A  Flora e Fauna del Mediterraneo,Mondadori,1997

 

Riedl R., Fauna e Flora del Mediterraneo, Muzzio, Padova, 1991.

Tortonese, E., Osteichthyes (1-2), Calderini, Bologna, 1970, 1975.

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