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Il dominio dei bentonici (seconda parte)

Scritto da Di Paolo Balistreri e Maria Fais. Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Continua il viaggio nel dominio bentonico, ma questa volta ci inoltriamo nell’infralitorale in compagnia della Dott.ssa Maria Fais.

L’infralitorale

Il piano infralitorale è una fascia marina del dominio bentonico completamente sommersa, che si estende dal limite della bassa marea fino a una profondità variabile, la quale dipende dalle caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua e dalla trasparenza della stessa. In Mediterraneo, tale limite si aggira attorno ai 35-40 metri di profondità. Il piano infralitorale può essere suddiviso in ambienti di fondo molle (sabbie, silt e argille) e duro (rocce di varia tipologia), caratterizzati entrambi dalla presenza di organismi fotofili che non possono tollerare prolungati periodi di emersione.

I fondali molli sono tipicamente occupati dalle Angiosperme (i.e.: le piante con i fiori), come le autoctone Posidonia oceanica (fig.1), Cymodocea nodosa, Zostera noltei e Nanozostera noltei, e l’aliena Halophila stipulacea.

 

 

Fig.1 Prateria di Posidonia oceanica (Paolo Balistreri)

Tutte queste piante hanno in comune la capacità di vivere in ambiente salato sommerso, in cui si riproducono attraverso il trasporto del polline nel mezzo acquoso. La Posidonia oceanica (Neptune Seagrass) è la più importante della serie: è endemica del Mare Nostrum e può produrre fino a 20 litri di Ossigeno per metro quadrato di prateria. I suoi rizomi (i.e.: una modificazione del fusto che funge da riserva di sostanze nutritive) possono intrecciarsi a costituire dei reticoli (le mattes)che intrappolano i granuli di sedimento, consolidando il fondale e rallentando il forte idrodinamismo sulle linee di costa. Mattes e foglie costituiscono, inoltre, un’area di rifugio e di nursery per molti altri organismi, come policheti, molluschi, crostacei, platelminti ed echinodermi, appartenenti alla fauna vagile. Sulle foglie, invece, rinveniamo organismi sessili (Fig. 2), quali idrozoi, briozoi, poriferi, alghe che instaurano rapporti epibiontici, giocando un ruolo rilevante nella catena alimentare. Per tutti questi motivi, le praterie di P. oceanica sono da considerare dei veri e propri habitat prioritari, protetti dalla Direttiva Habitat (D. 92/43/CEE, allegato I).

 

 

 Fig.2 Epibionti su foglie di Posidonia oceanica (Maria Fais)

Stagionalmente, le sue foglie secche vengono depositate per intero sulla costa (banquettes, Fig.3 a sinistra) o frammentate e successivamente arrotolate (egagropili, Fig.4 a destra) e svolgono l’importante ruolo di preservare l’erosione costiera, oltre che di proteggere le comunità meiobentoniche delle spiagge.

 

Fig.3 A sinistra: banquette; a destra: palla di mare o egagropili (Maria Fais)

La rimozione delle banquettes, anche per fini nobili quali la produzione di compost per l’agricoltura o l’utilizzo in bio-edilizia, comporterebbe uno scompenso delle funzioni della meiofauna e delle sue relazioni con le altre comunità e, quindi, lederebbe alla biogeochimica dei nutrienti, alla fissazione del carbonio e all’ossigenazione dei substrati. La Posidonia oceanica è in grado di riprodursi sia clonalmente (tramite la replica esatta del proprio genoma in un modulo di impianto da cui nascerà la nuova pianta), che sessualmente (attraverso lo scambio dei gameti). Questo le ha consentito per secoli di adattarsi considerevolmente ai numerosi cambiamenti ambientali avvenuti nel Mediterraneo, anche a notevoli sbalzi termici. Tuttavia, parliamo di una scala temporale di più di 10mila anni. Attualmente, il cosiddetto Global Change ha ritmi senza precedenti, assai più veloci, che inducono risposte più lente da parte della pianta, anche a causa della costante presenza umana lungo i litorali (punti di ormeggio e ancoraggio, dragaggi e attività balneari).

La Cymodocea nodosa (Seahorse grass) è caratterizzata dalla presenza di soli rizomi orizzontali e da foglie più sottili; è una pianta pioniera, che prepara il fondale per un successivo insediamento della P. oceanica.  La Zostera noltei (Eelgrass, Fig.4) ha foglie nastriformi lunghe quanto quelle di P. oceanica ma è una specie circumboreale; è infatti ampiamente distribuita nell’Atlantico e nel Pacifico Occidentale, oltre che nel Mediterraneo. La Nanozostera nolteii (Dwarf eelgrass) ha dimensioni più piccole e preferisce le zone salmastre.  La Halophila stipulacea (Dugong Seagrass), invece, ha piccole dimensioni ed è entrata in Mediterraneo dal canale di Suez. 

 

Fig.4 Zoostera noltei (www.waste.ideal.es)

 

Sui fondali rocciosi, le fanerogame lasciano lo spazio alle varie associazioni algali, le cui specie guida sono appartenenti al genere Cystoseira (Fig.5), organismi cosmopoliti e molto abbondanti nei mari temperati dell’Emisfero Nord, come il Mediterraneo.

 

Fig.5 Cystoseira amentacea (www.meteoweb.eu)

Le cistoseire appartengono alle Feoficee, meglio note come “alghe brune”; possiedono un disco basale (pluriannale) e una fronda (annuale) che conduce l'andamento delle foglie caduche. Durante l’estate e l’autunno perdono infatti il lembo fogliare e non possono fotosintetizzare. Nel punto di distacco si formano dei rigonfiamenti (tofuli) pieni di sostanze di riserva, che diventano utili durante queste stagioni avverse. Il loro aspetto è arborescente o cespuglioso, rastremato o ramificato più o meno irregolarmente. Nella porzione apicale del tallo sono presenti le pneumatocisti, delle strutture sferiche o ellissoidali piene d'aria che consentono il galleggiamento della pianta. Il riconoscimento delle cistoseire è molto complesso, in quanto il genere si trova ancora in pieno stato evolutivo e non ha caratteristiche fenotipiche peculiari tali da rendere possibile una corretta e immediata analisi morfologica.

 

Il dominio dei bentonici (prima parte): Il dominio dei bentonici – Prima parte

 

Riferimenti bibliografici:

Cognetti, G, Sarà M, Magazzù G (1999). Biologia Marina. Calderini, I ed.

Quaderni Habitat (2008). Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Museo Friuliano di Storia Naturale. Coste marine rocciose: la vita fra rocce e salsedine. Vol. 7, II ed.

Quaderni Habitat (2008). Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Museo Friuliano di Storia Naturale. Praterie a fanerogame marine: piante con i fiori nel Mediterraneo. Vol. 19, II ed.

Arnaoud-Haond S, Duarte CM, Diaz-Almela E, Marbà N, Serr ã o EA (2012). Implications of Extreme Life Span in Clonal Organisms: Millenary Clones in Meadows of the Threatened Seagrass Posidonia oceanica. PLoS ONE 7(2): e30454.

Lepoint G, Mouchette O, Pelaprat C, Gobert S (2014). An ecological study of Electra posidoniae Gautier, 1954 (Cheilostomata: Anasca), a bryozoan epiphyte found solely on the seagrass Posidonia oceanica (L.) Delile, 1813. Belgian Journal of Zoology, 144(1): 51-63

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