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Acquario di Cala Gonone

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L’Acquario di Cala Gonone, con le sue 25 vasche espositive, ti permetterà di esplorare i fondali del Mare Mediterraneo e dei mari tropicali.

 

 

Vieni ad immergerti tra le foglie della posidonia, dove incontrerai cavallucci marini e pesci ago; esplora la costa rocciosa più profonda per scoprire dove vive il corallo rosso; spostati in mare aperto, tra meduse e aquile di mare. Oppure tuffati nelle acque più calde dei mari tropicali, per scoprire chi sono i costruttori delle scogliere coralline e come fa il pesce pagliaccio a vivere tra i tentacoli dell’anemone.

Realizzata su un progetto degli architetti Peter Chermayeff e Sebastiano Gaias, la struttura si integra perfettamente nella suggestiva baia di Cala Gonone, tra le acque cristalline del Golfo di Orosei e le incontaminate montagne del Supramonte, patrimonio naturale di valore inestimabile.

 

 

IL MAR MEDITERRANEO -  L’AMBIENTE COSTIERO

Le praterie di posidonia

La posidonia (Posidonia oceanica) è una vera e propria pianta superiore, dotata di radici, fusto e foglie, che si riproduce tramite fiori e frutti. Il frutto, chiamato volgarmente “oliva di mare”, una volta raggiunta la maturazione si stacca dalla pianta e, grazie alle sostanze oleose di cui è ricco, galleggia trasportato dalle correnti. In seguito il frutto libera il seme che cade sul fondo dove, se trova condizioni favorevoli germoglia. Le radici e i fusti costituiscono fitti intrecci che, intrappolando i sedimenti, rappresentano il terreno ideale per l’insediamento di nuove piante. Questo insieme dà origine ad una formazione a terrazzo che prende il nome di matte, caratterizzata da un ritmo di crescita molto lento, stimato in un metro circa al secolo. La posidonia è una specie endemica (esclusiva) del Mar Mediterraneo, dove costituisce imponenti praterie su fondali ben illuminati. Tali praterie, dette posidonieti, sono uno dei principali luoghi di riproduzione e accrescimento di numerose specie animali; esse inoltre svolgono un importante ruolo di protezione e stabilizzazione delle coste dall’attività di erosione del mare. Nelle ultime decadi, principalmente in conseguenza dello sviluppo delle attività umane, i posidonieti mostrano segni di degrado e regressione, con conseguente riduzione della biodiversità e diminuzione dell’estensione delle spiagge.

Il coralligeno

Il coralligeno, tipico dei fondali rocciosi poco illuminati del Mar Mediterraneo, è il risultato dell’attività di organismi animali e vegetali che costruiscono strutture di carbonato di calcio. Tra le specie che possono costituire tale popolamento ricordiamo le alghe coralline della famiglia Corallinaceace, la margherita di mare (Parazoanthus axinellae), la gorgonia gialla (Eunicella cavolinii), la gorgonia rossa (Paramuricea clavata).

Il corallo rosso (Corallium rubrum) è presente solo qualora sussistano condizioni favorevoli al suo sviluppo. Specie endemica del Mar mediterraneo, il corallo rosso ha avuto e ha tutt’ora una rilevante importanza socioeconomica in numerose culture europee e africane. Ha una crescita molto lenta, pari a 3-4 cm ogni 10 anni. Èl’unico gorgonaceo con uno scheletro sufficientemente duro per poter essere lavorato e per le sue caratteristiche viene utilizzato per la realizzazione di preziosi gioielli e opere d’arte. Per secoli i corallo è stato pescato in Mediterraneo con la “croce di S. Andrea”, un attrezzo altamente distruttivo; a partire dagli anni ‘50 però, si è sempre più affermato l’impiego di subacquei professionisti ed ancor più recentemente di minisommergibili.

L'ambiente pelagico

Le specie che abitano l’ambiente mediterraneo di mare aperto appartengono a due categorie ecologiche: il plancton e il necton.

Il plancton comprende tutti gli organismi, animali e vegetali, che, non essendo in grado di dirigere attivamente il loro movimento, si lasciano trasportare dalle correnti marine. Si tratta di una comunità composta da microrganismi, alghe, larve, piccoli invertebrati, ma anche da animali di dimensioni maggiori, come le meduse. Queste ultime sono tra gli organismi planctonici più antichi, comparse negli oceani da circa un miliardo di anni. Le loro dimensioni variano da pochi millimetri ad oltre 2 metri di diametro dell’ombrella e 40 metri di lunghezza dei tentacoli.

Al necton appartengono gli animali che nuotano attivamente: cefalopodi, come seppie e calamari, pesci ossei e cartilaginei, rettili come le tartarughe marine, mammiferi come i cetacei. A questo categoria appartengono i grandi nuotatori, in grado di sviluppare capacità elevate o compiere ampie migrazioni.

 

I MARI TROPICALI

Le scogliere coralline

Le scogliere coralline sono uno degli ecosistemi più ricchi di vita del Pianeta, paragonabili, per varietà di specie, solo alle foreste pluviali tropicali.

Migliaia di pesci ed invertebrati trovano tra i coralli rifugio, nutrimento e luoghi adeguati dove deporre le uova. Il fatto più strabiliante è che queste imponenti strutture sono il risultato dell’incessante attività di alcuni piccolissimi organismi che le abitano: le madrepore, chiamate anche coralli duri per la loro capacità di produrre una struttura rigida calcarea.

Si tratta per la maggior parte di animali coloniali, composti da centinaia di migliaia di polipi molto piccoli, collegati uno all’altro da un sottile strato di tessuto.

Le madrepore hanno sviluppato una delle più efficaci forme di simbiosi ad oggi note: ospitano all’interno dei propri tessuti microscopiche alghe unicellulari, le zooxantelle. Queste, attraverso la fotosintesi, rilasciano sostanze organiche che forniscono circa l’80% del nutrimento totale dei polipi. Le zooxantelle facilitano, inoltre, la deposizione di carbonato di calcio, la materia prima di costruzione della scogliera. Il corallo, a sua volta, fornisce alle alghe un rifugio sicuro ed i composti necessari a compiere la fotosintesi.

In alcune parti del mondo le scogliere coralline hanno subito gravi danni a causa dell’aumento costante della temperatura dell’acqua e dell’azione combinata delle attività antropiche.

Numerose sono le cause di questo serio degrado, prime fra tutte lo sviluppo sregolato delle attività costiere e la deforestazione, che provocano un apporto eccessivo di sedimenti e nutrienti nelle acque oceaniche, spesso accompagnato da fenomeni di inquinamento chimico.

 

AREA TECNICA

L’Acquario di Cala Gonone è un sistema semi-aperto; questo vuol dire che l’acqua delle vasche, che proviene direttamente dal mare tramite un’apposita stazione di pompaggio, viene fitrata e trattata da un complesso sistema chiamato “Life Support System” o LSS. Questo sistema, altamente tecnologico, fa si che l’acqua non debba essere pompata in continuo ma si possano effettuare solo dei rabbocchi settimanali. Inoltre qualora a causa di condizioni meteo marine particolarmente avverse (che porterebbero acqua molto sabbiosa) non fosse possibile pompare l’acqua dal mare, grazie ad un grande serbatoio di accumulo e al LSS molto evoluto, l’Acquario può essere autonomo anche per diverse settimane.

 

 

 

Acquario di Cala Gonone - http://www.acquariocalagonone.it/

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