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La pagina di Tommaso Piscitelli

Postato in Le vostre vasche

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Ho sempre nutrito la passione per il mare fin da ragazzino (anche se ho imparato  a nuotare a “soli” 14 anni) ed ho trascorso le estati della mia infanzia sui moli e scogli di Giovinazzo (Bari) paese natale dei miei genitori. Ricordo le serate trascorse con il salaio (o retino) in mano a scandagliare le pareti del molo per catturare branchi di gamberi palaemon e lismata in quantità industriali.

Così come ricordo che attraversai l’intero paese con la canna di bambù in mano ed il mio primo povero ghiozzo ancora allamato per giungere a casa dove mio padre lo slamò con le lacrime di gioia agli occhi.

 

 

 

E fu una vaschetta di plastica il mio primo acquario nel quale stipai un bel numero di gamberi che finirono però bolliti al primo caldo di stagione.

Poi più nulla fino a tre anni fa quando seguendo un impulso generato dalla visione della vasca mediterranea  di un amico di mio fratello maggiore, accudita nel suo negozio al centro di Sestri Ponente (GE), decisi che era il momento di dare sfogo alla vena acquariofila. Era il mese di maggio del ’99.

Acquistai qualche pubblicazione tra cui le guide Primaris ed il volume “totem” di V. Zupo – Acquario Marino Mediterraneo da cui trassi i primi suggerimenti determinanti.

In seguito vennero i testi di R.Riedl e V.Zupo su Flora e Fauna del Mediterraneo.

Rinunciai da subito alla costruzione della vasca in quanto non mi ritenevo in grado di affrontarla data la mia incapacità ad adoperare il silicone. Oltretutto seguendo i suggerimenti di un amico vetraio, valutai che l’impresa non sarebbe stata neppure  vantaggiosa dal punto di vista economico.

Acquistai la mia prima e per il momento unica vasca  con coperchio preformato e plafoniera incorporata modello Poseidon misurante100 x 40 x 52 cm.

Appena uscito dal negozio depositai la vasca dall’amico vetraio per far eseguire due fori di circa 25 mm sulla parete di fondo a circa 3 cm dal livello max dell’acqua. Questo perché avevo già in mente di come collegare il futuro refrigeratore che avrei realizzato di lì a poco.

Giunto a casa allestii la vasca nella cantina per paura che la temperatura potesse cominciare ad essere troppo elevata ed anche perché dopo pochi mesi era previsto un trasloco. Riempii la vasca con acqua di mare circa 170 litri e aggiunsi quasi da subito qualche pietra colonizzata da alghe prelevata in mare (ricordo anche un bel mattone refrattario con qualche chiton e balani). Il filtro fu riempito da tre sacchetti di cannolicchi della Askoll. Feci girare il tutto per più di un mese resistendo alla tentazione di introdurvi altri ospiti agevolato dal fatto che non avevo la vasca costantemente sotto gli occhi.

I primi ospiti furono gli scontati palaemon che mi accompagnarono fino al trasloco ed allo svuotamento della vasca.

Riallestita la vasca in casa su un mobile costruito appositamente, cominciai a preparare il fondo con pietre calcaree asciutte prelevate dalla scogliera tarantina di s.Vito; un litorale che viene costantemente eroso dal mare e che libera delle vere e proprie sculture piene di fossili di qualunque genere.

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Il viaggio in treno da Taranto a Genova per il trasporto dei circa 50 kg. di pietre è stato terribile per la fatica ma anche pieno di episodi divertenti su cui sorvolo per la vergogna.

Con il successivo viaggio in aereo Bari-Roma-Genova trasportai i primi blocchi di madrepore prelevate a Giovinazzo sotto la banchina dove i pescatori sono soliti pulire i tramagli.

Il trasporto fu fatto con una borsa termica di quelle morbide che cominciò a liberare acqua già dall’aeroporto di Roma….

Posso dire con soddisfazione di non aver mai dovuto estrarre dalla vasca animali morti o sofferenti ad eccezione di qualche bivalve che nel tempo ho tentato di introdurre e che non ha mai superato i tre mesi di permanenza.

E’ anche vero che non possiedo per scelta alcun pesce, per cui i miei ospiti hanno evidentemente maggiori possibilità di vivere senza troppi turbamenti e sofferenze.

Solo una volta non ho resistito alla tentazione di dare movimento alla vasca e ho introdottto un piccolo Coris Julis che ha rivisto il mare circa tre mesi dopo.

Ho ultimamente modificato la struttura della vasca aggiungendo una vaschetta laterale larga circa 20 cm ed alta e profonda come la vasca principale. Questo per potervi inserire lo schiumatoio (autocostruito) e poterlo utilizzare come vasca di appoggio ed osservazione. Al momento vi risiede un gruppetto di voraci Asterina Gibbosa che attendono il trasferimento. 

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Il movimento dell’acqua in vasca è garantito oltre che dalla pompa del filtro 250/300 lt/h , anche dalla pompa del refrigeratore (maxi jet 750) che interviene al bisogno e dalla pompa di ritorno dalla vasca aggiuntiva (maxi jet 500).Alle due fianchi della vasca ho disposto due porose azionate da un aeratore Penn Plax Silent Air 5, ed una delle due lambisce le prese di aspirazione del filtro biologico aumentandone l’ossigenazione.

Il fondo della vasca è realizzato con circa 3 cm di sabbia corallina di grana medio grande e con uno strato superficiale di 2/3 cm di grana fine.

Per il pescaggio dei sifoni per la vasca aggiuntiva ho copiato lo schema di principio utilizzato dalla Tunze (un grazie ad Antonio Coretti) per il prelievo dell’acqua superficiale.

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Con una modifica al coperchio ho estratto i reattori dei tubi per evitare il surriscaldamento dell’acqua superficiale ed ho aggiunto un terzo tubo.

Ho inoltre svincolato il coperchio con la plafoniera dalle cerniere del telaio del preformato e l’ho sospeso agganciandolo alla sommità del mobile mediante delle catenelle regolabili che consentono maggiore accessibilità nelle operazioni di manutenzione.

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Tre timer (theben) regolano l’accensione differenziata dei fluorescenti che sono forse il mio cruccio maggiore in quanto non ho compreso ancora l’accoppiamento più congeniale agli ospiti dell’acquario. Ho provato per mesi combinazioni differenti senza però notare sensibili variazioni nell’aspetto degli abitanti che suggerissero una soluzione piuttosto che un’altra.

Al momento dispongo di una gro-lux che utilizzo anche per il  soft-start mattino sera, una power-glo ed una sun-glo (ultimo arrivo) per le ore centrali della giornata.

Tutte le lampade sono da 25 watt.

I tempi di accensione vengono variati con le stagioni così come la temperatura in vasca.

La pompa del refrigeratore è collocata direttamente in vasca sul tubo di ritorno in quanto non c’e prevalenza da vincere data la collocazione dei fori sul vetro.

Effettuo un cambio parziale d’acqua di circa 35/40 lt. ogni 30/40 giorni ed ammetto di non aver mai fatto un test chimico se non quello dopo  i primi 40 giorni di funzionamento.

Alimento attinie e anemoni con gamberi disidratati , polpa di cozza e novellame (i classici bianchetti genovesi o schiuma di mare al sud), spremuta di cozze e mangime planctonico Elos per i filtratori  (saltuariamente alimenti planctonici Coralife e Sera) e artemia congelata per i cerianti.

In merito alle varietà di ospiti che abitano la vasca, a parte i più appariscenti che vedrete nelle foto, i più interessanti sono quelli che si ha la fortuna di notare nottetempo e solo saltuariamente con le lucine portatili ma che non sono interessanti da un punto di vista puramente estetico, ma che ti scoprono a notte fonda con il naso incollato ai vetri.

Tra questi caprellidi, vermi tentacolati, una eunice torquata, una cratena, un vermocane, microcosmus, claveline, ofiuridi, asterine ed il gambero che vive all’interno della ciona.

Fenomeni di riproduzione si sono avuti con le anemonie (ben otto le scissioni) le ofiure, le patelle ed i vermi tentacolati. Presenze puramente estiva è l’ halymenia floresia (in foto) che da tre anni mi abbandona ad ottobre per ricomparire ai primi di giugno.

Determinante per la mia esperienza, il confronto con altri cultori di questa stupenda passione, confronto che consente di minimizzare i rischi di insuccessi e di alimentare il naturale fabbisogno di conoscenze.

Tra questi la mia guida Gianni Bricola e gli stupendi amici del mediterraneo di  A.I.A.M. e del Gruppo di discussione.

Tommaso Piscitelli   Genova

N.d.wm. - Tommaso è anche autore di un articolo su come costruirsi un refrigeratore per l'acquario, vedi nella rubrica del "fai da te"

Le foto di dicembre 2002

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Le foto di Gennaio 2002

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Le foto del  2001

 

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