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La pagina di Maurizio Ciolli

Postato in Le vostre vasche

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E’ passato un anno…

Aggiornamento al settembre 2005.


Vi ricordate che nel febbraio di quest’anno ho aggiornato la mia pagina inserendo alcune foto????
Bene, non che siano successe meraviglie, ma non si sono verificati disastri, crash o particolari fioriture batteriche od algali. Ora siamo in queste condizioni:

 

Parte tecnica 1: SumpParte tecnica 2: Vasca

Movimento: sostituita la Visi Jet con la Aquabee da 2000 lt/h che era in vasca, il movimento inoltre è garantito da una Tunze Stream da 6000 lt/h collegata alla ciabatta IKS e che la fa funzionare a fasi di pochi minuti irregolari, simulando un moto ondoso e di risacca. La Tunze è puntata verso il vetro di sinistra creando un buon movimento d’acqua soprattutto a beneficio degli invertebrati nella zona buia. Ho notato che, come noto, il movimento a schiaffo dell’acqua consente una maggior distribuzione del mangime, sia destinato ai pesci che agli invertebrati. In futuro e finanze permettendo, c’è in programma l’acquisto di un’altra pompa Tunze Stream che verrà utilizzata in sostituzione della Aquabee attualmente in uso. In tutto ora si calcolano, perlomeno idealmente, circa 10000 lt/h, 2000 provenienti dalla sump ed i restanti dalle pompe di movimento. Ovviamente questo calcolo è da ritenersi teorico. Infatti dalla sump non arriveranno le quantità previste, così come lo sporco diminuisce la portata delle altre. Inoltre la pompa di mandata dalla sump gestisce lo scambio al refri, prima di essere immessa nell’acquario, altro cedimento di portata. Ciononostante credo sia meglio aumentare piuttosto che no, la quantità d’acqua spostata nella vasca. Per concludere questo argomento, prevedo alla fine delle sostituzioni e cambiamenti vari, di prevedere una zona con simulazione di moto ondoso a sinistra, moto piuttosto accentuato. L’unica perplessità è dovuta ad un leggero effetto venturi provocato dalla stream. Non vorrei che le bollicine insufflate nell’acqua siano elemento di disturbo per organismi quali gorgonie e Cladocora caespitosa, che in natura solitamente non conoscono.


• Ospiti: sarebbe una sequela di nomi latini e comuni delle più diffuse bestiole ed organismi che tutti noi ospitiamo nelle vasche. Noterete dalle foto che c’è qualcosina in più. Bene alcuni dei miei ospiti sono tra quelli che amo maggiormente, anche se in realtà qualunque organismo è bello ed interessante da osservare in vasca, purché tolleri la vita in cattività. Tra essi le Parazoanthus axinnelae di cui possiedo varie piccole colonie, asportate insieme alle spugne o alle pietre sulle quali aderivano. Ho notato che i polipi migrano talvolta verso altri supporti. In verità ci vuole una certa pazienza per vederle “sbocciare” nella loro bellezza. Basta non esser frettolosi e dar loro… cibo (che vedremo in seguito). Molti i poriferi presenti, alcuni dei quali crescono abbastanza velocemente ed altri si riproducono. Anche alcune spugne perforanti (Cliona celata) vengono ospitate con successo. Gli Astroides calycularis (che vennero portati dalla terra di Willy e suoi amici!!) stanno bene, non ho osservato alcun fenomeno di riproduzione e, purtroppo qualche defezione c’è stata. Ho saputo di recente che i graziosi lysmata farebbero cibo dei bellissimi polipi arancioni… Ci sono parecchie gorgonie (Eunicella singularis, Eunicella cavolinii e Paramuricea clavata) ora nella vasca: tutto frutto di quello che si chiama “ecoacquario”, ovvero la cernita dagli scarti dei pescatori professionisti. Esse, per le quali dopo l’asportazione dall’habitat sarebbero sicuramente morte, stanno benone, alcuni dei tessuti deperiti nell’esposizione all’aria od al sole durante la pesca si sono addirittura rigenerati. Quella dei tunicati è una famiglia numerosa e molti dei suoi appartenenti sono qui ospitati, ma soprattutto l’Halocynthia papillosa, patata di mare, che vive benissimo. A questo proposito vorrei confidarvi una cosa, che sicuramente avrete osservato. Le ascidie quando vengono prelevate senza il loro supporto, non hanno pedicelli di ancoraggio. Comunemente si usa fissarli, con l’adesivo specifico, all’arredamento. Però, poiché essi nell’ambiente naturale possono essere staccati dalla base cui aderiscono, sono in grado di rigenerare nuovi pedicelli che si attaccano alla nuova base. E così è stato anche per altri tunicati (microcosmus spp.) che si sono fissati in modo definitivo al substrato.



 

Tra i pesci che amo maggiormente sono ospitati due Apogon imberbis ed un Anthias anthias. Veramente questi ultimi erano una coppia ma uno non ce l’ha fatta. E nemmeno ne ho visto più i resti, predati da i numerosi crostacei presenti; alcuni clandestini altri immessi con volontà, essi provvedono a mantenere decoroso il suolo pubblico.





 

Vi sono anche numerosi e comunissimi palemonidi. La caratteristica di costoro è che crescono fino ad arrivare alle dimensioni limite della specie. Infatti un Palaemon serratus è stato misurato, vicino al vetro frontale, circa 10 cm.



 

Tra i pesci sono presenti alcuni esemplari di blennidi tra cui Aidablennius sphynx e Parablennius sanguinolentus. Che dire: le sfingi sono uno spasso mentre le sanguigne, di cui una adulta, quando potrò finiranno in mare, dopo una cattura non cruenta. I labridi sono rappresentati da Symphodus ocellatus, Symphodus roissali, Symphodus cinereus, Symphodus rostratus ed un giovanissimo Symphodus tinca. Non vi è molto da aggiungere, non vi sono animali particolarmente rari ospitati. Ci sono molti organismi, che come detto e mi ripeto, sono interessanti da osservare.
Vi sono molti molluschi, alcuni dei quali sono notturni e per poterli vedere mi reco vicino alla vasca al buio e, con l’aiuto di una piccola torcia, li ammiro. Mi riferisco alle cipree di cui ospito una Luria lurida ed una Erosaria spurca.
Ho dedicato una parte specifica della vasca alle gorgonie, di cui ho fatto cenno prima. A questo proposito, poiché esse provengono dagli scarti della pesca e talvolta si sono presentate molto compromesse, ritengo doveroso proporre ad alcuni di voi che possiedono un rivestimento posteriore sintetico, un metodo che a me è parso utile per una collocazione ideale. Sul fondale, costituito da pannelli di materiale schiumoso ma abbastanza tenero ed attaccati alla parete posteriore della vasca, ho praticato dei piccoli fori e vi ho inserito i rami più piccoli, quelli spezzati. L’effetto è abbastanza valido e naturale. Sembrerebbero essersi posizionati in tal luogo da soli, da tempo.







Alimentazione: ecco qui ci sono state delle novità rispetto a ciò che facevo prima. Innanzitutto ho considerato quanti e quali organismi dovevo alimentare, quindi ho deciso per una dieta che potesse soddisfare i bisogni di tutti. Vediamo cosa e come: gamberi e mitili surgelati, fatti rinvenire in acqua salata e distribuiti a piccoli pezzi e sbriciolati. Questo “classico” costituisce l’antipasto e, per i pesci in particolare, la parte più generosa del pasto. Ciò che si sminuzza ed in minima parte attraverso l’ingestione dei pinnuti (avete mai notato quella piccola nuvoletta che si vede uscire dalle branchie dopo aver inghiottito un boccone??), favorisce l’apertura dei polipi. Una specie di avviso di pasto insomma. Dopo di che somministro a giorni alterni plancton verde e rosso, copepodi, mangimi omogeneizzati, chironomidi, artemie il tutto surgelato, inoltre cyclop-eeze e mangime Dupla micronizzato. Ho voluto una varietà tale da garantire quanto più possibile il soddisfacimento di tutte le categorie di organismi viventi in vasca. I prodotti vengono somministrati con l’aiuto di una peretta per neonati (reminiscenza degli anni ’80) nei pressi delle zone ove sono gli invertebrati. Sembra funzionare bene. Integro qualche volta con vitamine per acquariofilia. Vorrei poi somministrare vitamina C, solo dopo averla trovata di purezza farmaceutica ed a prezzi decenti.




 

 


Perlomeno di questo aggiornamento. Credo di avervi detto tutto e forse di più. Mi scuso se ci sono state ripetizioni e soprattutto se ho descritto cose che molti di noi/voi già conoscevano. Non sono la persona giusta per fornire innovazioni o verità tali da stupirvi. Però con un poco d’orgoglio voglio aggiungere che il metodo che ho adoperato per la messa in funzione e per la conduzione della vasca e che mi ha dato moltissime soddisfazioni, pare si riveli funzionante, che è la cosa più importante. La possibilità di reperire in ogni momento dell’anno acqua naturale, la stessa con la quale ho riempito la vasca, aiuta e non poco. La presenza di uno scomparto nella sump destinato a contenere sabbia corallina ed aragonite, credo possa essere indispensabile (mancando un DSB) per tenere sotto controllo i nitrati. Vorrei, e questo è proprio l’ultimo periodo, sostituire il contenitore sump con una vasca in plastica, del tipo commerciale per uso alimentare. Mi pare opportuno semplificare e mantenere semplice la manutenzione e la pulizia della vasca tecnica. Lavori in corso!!! Ne riparleremo…


.



 

 

 

 

 

 

 

Cari amici,

dopo moltissimo tempo che manco dal sito sono finalmente in grado di descrivere la mia nuova vasca. Quella che compare nella scheda del 2001 è stata distrutta poiché, al momento del trasloco, nessuno la voleva (neanche in regalo).

Quello che descrivo ed il suo risultato iniziale, che per il momento risulta accettabile, lo devo anche a tutti voi, che avete contribuito, assieme alla fiducia dell’amico Sandro, ad alimentare con nozioni “vere” ed attendibili il sito e ad arricchire l’associazione di notevoli esperienze. Esso, così ricco di consigli e di informazioni, unito alla lettura della stampa specializzata che mi ha consentito di aggiornarmi sulle novità, ha permesso di raggiungere la felicità nel possedere nuovamente una vasca med. Tra l’altro ora l’acquario è salito in salotto, promosso dalla mia signora quale elemento d’arredo. Va da sé che ho dovuto guardare molto al dettaglio senza pregiudicare possibilmente la tecnica. Purtroppo il budget che mi ero imposto è stato superato; ho dovuto attingere a fondi  neri e grigi ma ce l’ho fatta! I denari sono finiti nell’estetica piuttosto che nella sostanza ma bisogna pur scendere a compromessi con chi comanda, no? Non sono sicuro che quanto sto per descrivervi sia effettivamente stato realizzato secondo i metodi canonici ma, forse proprio per questo, intendo dire la mia.

Questo progetto dura da parecchi mesi ed in modo sintetico ve ne descrivo i principali passi:

·        nel gennaio 2004 vedo ed acquisto a Torino la vasca che misura 150 x 55 x 60 (H) assieme al materiale che l’equipaggiava ed al sostegno, usata;

·        febbraio: arriva a casa tramite ditta di trasloco, visto pesi e dimensioni;

·        aprile: acquisto, sempre a Torino e di nuovo usata, la plafoniera. Perfetta.

·        giugno: dopo molto tempo, è pronto il mobile in legno che copre completamente la struttura tubolare in alluminio;

·        agosto, proprio durante le ferie estive si rompe, dopo una prova di carico d’acqua, il vetro anteriore del pozzetto tracimatore: sostituito;

·        inizio settembre: sostituito il vetro frontale della vasca: troppe righe;

·        fine settembre, immetto finalmente l’acqua salata;

·        ottobre, torno dalla Sicilia e dall’Amico Willy (ottimo referente in zona!!!!) con alcuni invertebrati ed altro.

foto 2: nell’immagine Alessandro (figlio e socio), Willy ed io, Milazzo 2004;

 

Andiamo alla descrizione:

1.     vasca in vetro da 15 mm. 150 x 55 x 60 (H) totalmente aperta, con un tracimatoio al centro che è stato modificato. In passato esso aspirava l’acqua dalla vasca attraverso alcuni fori praticati sul lato opposto a quello ove è ospitato il foro per la risalita dalla sump. Ora esso aspira ancora da qualche foro lasciato aperto ma riceve l’acqua a sfioro attraverso un pettine applicato ove è stato praticato un taglio al di sotto del bordo preesistente. Ora il livello dell’acqua in vasca è a circa 4 cm. dal bordo. Sul retro è presente uno sfondo in materiale sintetico e leggermente spugnoso che simula una parete rocciosa. Spero che in futuro vi possano aderire molti esseri ed alghe conferendo ad esso un aspetto realistico, sempre meglio della parete posteriore.

2.     sump in vetro 75 x 45 x 50 (H). Essa in realtà era un filtro biologico a tre scomparti. Ora funziona benissimo secondo il sistema berlinese, ospitando lo schiumatoio nel primo scomparto (ove arriva l’acqua dalla vasca per mezzo di due tubi corrugati da 25 mm. muniti di saracinesca sferica in plastica) che preleva l’acqua dopo che è passata attraverso uno strato di lana sintetica (che in futuro trasformerò in una tasca), un  letto di sabbia corallina e aragonite (15 cm. circa) nel secondo scomparto, che provvede al filtraggio “anaerobico” ed infine la pompa di risalita ed una, minore, che serve a far circolare l’acqua nella lampada UVC nell’ultimo. Lo schiumatoio invia l’acqua trattata nel secondo vano. In esso arriva anche altro liquido per mezzo delle aperture nella vasca che non ho toccato. Solo nella separazione tra il secondo ed il terzo scomparto, per evitare eventuali presenze di granelli di sabbia indesiderati e trasportati dall’acqua, ho provveduto a filtrare l’acqua per mezzo di un sottile strato di spugna.

  

foto 3:vano ospitante l’impianto elettrico.                      foto 4: particolare della sump.

 

 

1.     illuminazione: essa è garantita da una plafoniera Arcadia overtank appesa al soffitto, da 120 cm e munita di quattro tubi T5 da 54W, di cui due attinici, uno a luce solare ed uno fotostimolante. All’interno della plafoniera, senza forare alcunché ho inserito un piccolo neon blu a 12 volt (di quelli tuning degli smanettoni di automobili) alimentato da relativo trasformatore. Esso si trova tra la lastra di plastica trasparente e la plafoniera interna riflettente, incollato con semplice biadesivo. Quest’ultimo aggeggio provvede a fornire luce lunare. Sarà possibile in un futuro qualche cambiamento nella zona luci, magari con l’aggiunta di un faro HQI da 150W per dare, magari solo per un’ora al giorno, una botta di sole allo zenit. Allo stesso modo la qualità dei tubi ed il loro colore potranno cambiare nell’interesse dei miei beniamini. Tutto quanto al fine di promuovere eventuali riproduzioni tra coppie di pesci o di invertebrati, questi ultimi incentivati dal fotoperiodo e dalle fasi lunari coincidenti con quanto avviene in natura. Però… manca lo scintillio delle luci HQI…

 

foto 5: luce lunare “car tuning”                                                foto 6: plafoniera e vasca dall’alto

 

               

 

1.     attrezzatura tecnica:

movimento acqua: dalla sump pompa Aquabee 2000/1; nella vasca Aquabee 2000 e Visijet 1000 che funzionano rispettivamente la seconda per 16 ore al giorno e ad intervalli secondo quanto dispone il computer mentre la terza funziona insieme alle luci. In pratica nella vasca ci sono tre momenti diversi  durante il giorno in cui: l’acqua si muove meno (di notte) prima e dopo l’illuminazione (come se fosse presente un qualche moto ondoso) ed infine a tutta potenza durante le ore diurne. Come detto una pompa da 400 lt/h provvede alla circolazione attraverso la lampada UVC che preleva e getta l’acqua nell’ultimo scomparto della sump. Questa lampada funziona solo se necessario

foto 7 :vano elettrico destinato ad ospitare il climatizzatore

 

·         cervello: computer IKS Aquastar con relativa ciabatta che dispone, per il momento, i comandi luce e fasi lunari secondo la posizione geografica e comanda la pompa di movimento Aquabee 2000 ad impulsi, simulando il moto ondoso. Arriveranno moduli in futuro.

foto8: computer IKS Aquastar con relativa ciabatta

 

·        tanichetta per l’acqua calcarea che in futuro verrà sostituita da un reattore di calcio oppure da un miscelatore.

 

L’arredamento è costituito da rocce di dolomia e calcaree provenienti da un garden center e da sabbia corallina fine mista ad aragonite che ho trovato a buon prezzo e di colore leggermente più scuro, più simile a quella mediterranea. Con le rocce, unite da piastrellite Kerakoll, ho creato una zona d’ombra sormontata da una pietra che costituisce un terrazzino a 10/15 cm dalla superficie, opposta al lato esposto alla luce del sole proveniente da una finestra posizionata a mezzogiorno. Di fatto ho volutamente creato una sorta di cavernetta dove sono collocati animali sciafili e dove nel futuro possano trovare rifugio castagnole rosse e re di triglie. Sul terrazzino sono stati messi alcuni blocchetti di alga rosa calcarea che, posti nella stessa posizione in cui li ho trovati in natura, stanno benissimo e crescono, ospitando alcuni piccoli blennidi che amano prendere il sole, ma dentro casa!! In opposizione ed in direzione della finestra una zona più sabbiosa dove sono state collocate le pietre “verdi”.

 

Trovano posto innumerevoli altri ospiti, di cui non tanto per la loro scarsa importanza nè per scarso interesse faccio cenno, ma solo per non fare un elenco simile ad un catalogo. E’ tuttavia  presente qualcosa di inquietante nella vasca: durante le notti insonni (vedi algie causate da ernia discale L) vado a trovare al piano di sotto i miei amici e cosa vedo, nel buio? Un luccichio nell’acqua, simile al richiamo luminoso estivo delle lucciole. Chiamo la mia signora che conferma il fatto:  non sono vittima di allucinazioni. Forse si tratta di plancton o copepodi immessi attraverso il versamento dell’acqua naturale. Chissà.  Comunque luccica, eccome!

foto 9:  zona ombrosa con rifugio oscuro

 

Ho prelevato per intero l’acqua servendomi di alcune taniche ed ho iniziato a far girare il tutto senza illuminazione per circa 10 giorni. Poi prima immersione dopo la quale ho alloggiato alcune pietre vive ricoperte di alghe ed invertebrati. Ancora luce spenta. Altri 10 gg. e torno dalla Sicilia con altro materiale che immetto in vasca ed attivo l’illuminazione. Fondo sifonato; introduzione di alcuni pesci e deposizione di sabbia per circa 3/4 cm. Arrivano anche alcuni vermi dal negozio di pesca, che iniziano subito a girare sul fondo.

 

Sono ospitati attualmente tra gli invertebrati alcuni blocchi di cladocora caespitosa, astroides calicularis, parazoanthus axinellae, due spirografi, alicia mirabilis (prelevata durante il primo tuffo, proprio il primo dopo tre anni!!), ricci comuni ed uno saetta, astrea rugosa, haliotis lamellosa, anemonia sulcata, paguri eccetera. Tra i pesci un chromis chromis, un serranus cabrilla alcuni labridi ed alcuni piccoli blennidi.

 foto 10: altro particolare della faccia buia

 

 

Alghe macro e micro tra cui codium bursa, ventricaria sp. e  caulerpa racemosa.

 

Aggiungo settimanalmente iodio e vitamina B. Non effettuo la minima misurazione, forse per non spaventarmi nel vedere valori assurdi ma, fidatevi, tutti stanno benissimo. L’anemone alice si apre di notte in tutto il suo splendore così come i polipi degli astroides, che lo fanno anche durante il giorno. Quelli della cladocora sono sempre aperti e fluttuano felici, ben illuminati. Le anemonia sulcata sono belle allungate e con la corona si nota ben allargata. Segno che stanno benone. Invece osservo con attenzione la densità al fine di comprendere se l’aggiunta (che ora faccio a mano) di acqua dolce sia corretta. Alimentazione varia tra cui muscoli e gamberi congelati, cibo in blister congelato e liquido per invertebrati, artemia congelata, copepodi e krill conservato in liquido nonché alimento granulare per pesci. Il tutto somministrato in piccole dosi ed a giorni alterni, osservando anche una giornata ogni tre o quattro di digiuno. Alcuni cambi d’acqua naturale proveniente da differenti luoghi sulla costa nella misura di 25 litri per volta e senza particolari cadenze.

Per il futuro? Oltre che augurarmi che tutto possa funzionare per il meglio vorrei completare l’hardware della IKS con i moduli PH, livello e temperatura; munire la vasca di climatizzatore, reattore o miscelatore di calcio e di sistema automatico per il rabbocco dell’acqua evaporata (che è tanta, accidenti!). Piano piano, secondo necessità e finanze.

foto 11: siamo in soggiorno, finalmente.  

 

Ho volutamente mischiato alcune nozioni provenienti dalle tecniche al momento utilizzabili in aquariofilia ovvero quella del berlinese con quella del med tradizionale per provare ad ottenere il miglior risultato possibile.

 

 

Situazione al febbraio 2005.

 

 

Sono passate le feste. Gli amici acquatici hanno gradito le prelibatezze somministrategli. Non posso fare torti alla vasca: se mangio scampi, uno finisce tra le loro bocche e tentacoli. Il panettone, no.

foto 12: Astroides in bella forma

 

Essenzialmente ho nutrito durante questi mesi pesci ed invertebrati con tanti alimenti differenti. Ho acquistato anche fitoplancton che somministro ogni giorno. Gli astroides sono cresciuti, ricoprendo con uno splendido tessuto arancio delle zone nei blocchetti lasciate a nudo; alcuni spirografi hanno costruito circa un centimetro di tubo eccetera. A parte l”esplosione” dell’anemone alice e la dipartita di alcuni gamberetti localizzati e terminati dai killer pinnuti, non ci sono state quelle catastrofi chimiche che immaginavo potessero accadere. Nel caso dell’alice, devo dire che sono rimasto meravigliato: essa si nutriva benissimo ed è restata per molto tempo nella stessa posizione. Poi ha deciso di effettuare un movimento ma è cascata in bocca ad una anemonia che le ha strappato alcuni tentacoli. Pausa di riflessione con crescita di quanto andato perduto nello scontro. Poi nuovi spostamenti, altri contatti pericolosi con varie anemonie ed infine, dopo aver girato per un po’, l’ho vista andare in mille pezzi sotto il getto di una pompa di movimento (no, non è stata risucchiata, poiché le pompe hanno appositi filtri all’ingresso dell’acqua!!!). Appena possibile spero di acquistare il noto refrigeratore, finanze permettendo. A questo proposito sono stato indirizzato da esperti al modello idoneo per il mio litraggio della Resun.

In modo sintetico ecco le novità:

allestito regolatore di livello Tunze il quale preleva acqua dolce da una tanica e l’immette nell’ultimo scomparto della sump;

  

foto 13: sensori nella sump;                                                 foto 14: display regolatore livello Tunze;

 

 

·        arrivato il reattore di calcio PITU aquarientechnik di Torino;

·        sostituita la pompa dello schiumatoio con una più potente (2600 lt/h);

·        immesso parecchi mitili raccolti assieme al groviglio di “barbette”, da cui sono usciti in gran quantità copepodi, vermetti e tante altre gustosissime cose. A proposito: sono riuscito ad appenderli in una posizione similare a quella naturale, ovvero a filo d’acqua. Potendo disporre di uno sfondo “morbido”, ho appeso i mitili per qualche giorno con l’aiuto di stuzzicadenti. Dopo qualche giorno essi avevano già provveduto ad ancorarsi in modo naturale;

        foto 15: mitili ancorati allo sfondo;

·        sparizione delle planarie et similia, che avevano fatto la loro comparsa subito dopo l’immissione dell’acqua;

·        crescita in alcuni punti nella vasca e sulle pietre di alga calcarea rosa;

·        nuovi policheti dei quali si notano i tubicini chiari calcarei, in gran quantità;

·        crescita, devo dire quasi impercettibile, delle colonie di cladocora;

·        quasi del tutto sparito il fenomeno della moltiplicazione di cianobatteri, che per un po’ mi hanno fatto preoccupare visto il prolificare di piccoli ceppi qua e là;

·        scarsa crescita e moltiplicazione di caulerpa racemosa;

tendo a cercare di mantenere il ph alto oltre che per i noti motivi, anche per favorire la proliferazione batterica in vasca. 

 

foto 16: lato oscuro, rimaneggiato, in attesa della collocazione definitiva degli ospiti sessili;

 

Ho introdotto nuovi spirografi ed una bunodactis verrucosa, che dopo aver soggiornato per alcuni giorni vicino ad una pietra ed in bella vista, ha pensato di sparire fuori vista. Alcuni palemon sono belli carichi di uova. Sembrerebbe andare tutto bene… Il reattore deve essere ancora installato ed ho acquistato un set CO2 Aquili per il funzionamento e verrà caricato con sabbia corallina jumbo. Per il momento termino l’idrossido che ho a disposizione!!

foto 17: anemonia, particolare;

 

foto 18: siamo alla fine…

 

Concludendo:

 

sono bello carico e contento. Forse un po’ troppo…

L’esperienza appena narrata non vuol dimostrare di aver approntato nulla di eccezionale né tanto meno nulla di particolarmente innovativo. Va da sé comunque che l’allestimento di cui sopra possa considerarsi completamente anomalo, nel metodo e nella sostanza. Prossimi aggiornamenti, sia positivi che negativi, verranno inviati all’AIAM.  

Come accennato all’inizio devo questo risultato, per me assolutamente positivo, alle osservazioni ed ai suggerimenti degli amici med e di quanti hanno contribuito ad alimentare con nozioni ed esperienze il ns. contenitore virtuale naturalistico. Veramente, non più virtuale ma reale, presente nelle nostre case e sostanzioso, che prende forma, proveniente dai nostri desideri, di bellissime vasche mediterranee. Grazie a tutti ed a presto.

Maurizio Ciolli.

 

 
 

 

 

 

 

















 

 

 29 settembre 2004

 

 

 

Finalmente la nuova vasca

Vai alla precedente vasca di Maurizio

Leggi il profilo di Maurizio Ciolli

 

Siamo alla conclusione…


Ma vediamo un po’ cosa è successo nel frattempo.

 

• Trattamento acqua: inserito reattore di calcio, come annunciato, alimentato da bombole ricaricabili di CO2, una da mezzo ed una da un chilo. In questi giorni la fornitura di CO2 è sospesa in attesa del ritiro della bombola carica;

• Refrigerazione: è arrivato il refrigeratore Resun cl650 che ha lavorato molto quest’estate. Mi sono fatto un appunto e ve lo giro come promemoria. Quando progettate la vasca e immaginate come ho fatto io di inserire nel mobile tecnico il refri… non state pensando bene. Infatti esso genera molto calore e scalda l’acqua che deve raffreddare, ovviamente. Nonostante io abbia previsto una parete del mobile completamente traforata e la spalla aperta verso il muro, l’aria si scalda moltissimo e non si raffredda in nessun modo. Non basta. Ho dovuto mettere in funzione un ventilatore all’interno del mobile puntato sul refri, e tutto è andato poi bene. Non sono sicuro di riuscire a spostare il refri all’esterno del muro, poiché in pietra, quindi difficile la creazione di un buco sufficiente a far passare tubi ed elettricità. Proverò a pensarci sopra, ne deriverebbe un effetto assolutamente positivo quanto rumore, calore e funzionamento ridotto del refri. Inoltre sto valutando l’ipotesi di cambiare il termostato del Resun con uno magari più preciso. La regolazione di quello fornito è un po’ grossolana, però è anche vero che dalla vasca non si è lamentato nessuno ;-).

• Elettronica: mi sono procurato i moduli IKS per temperatura, PH e potenziale redox, una nuova ciabatta dimmerabile (tutto di seconda mano ma in egregie condizioni). Quindi ho sotto controllo la situazione mediante questi parametri che ritengo fondamentali. Il PH non è mai sceso al di sotto del 8,10 stabilizzandosi nonostante le giuste variazioni tra giorno e notte sui 8,20/8,30. Il redox oscilla tra i 380 ed i 450 mV, ho osservato anche dei picchi intorno ai 500mV, quando la temperatura era un tantino elevata e, come i questi giorni, veniva sospesa la fornitura di CO2. La temperatura, che con questa sonda è rilevata (come per gli altri elettrodi) nella sump, viene monitorata anche con un termometro digitale in vasca. Il refri funziona per il momento autonomamente con il proprio termostato, che, come detto, non è particolarmente preciso.

• Elettricità: nessuna innovazione nella parte destinata all’alimentazione delle parti elettriche, salvo l’aggiunta di qualche ciabatta schuco per i nuovi apparecchi installati. Sarebbe stato opportuno, e me ne rendo conto solo ora e dopo aver visto alcune realizzazioni sul portale AcquaPortal, progettare una scatola elettrica adeguata per il numero di prese da gestire in una vasca di queste dimensioni. Infatti non è bello vedere tutti i cavi alimentati da ciabatte seppur ben fissate alla parete interna del mobile. Solo ora mi rendo conto che l’ideale, oltre ad una adeguata sparata di prese di corrente, è rappresentato dall’installazione di una canaletta di dimensioni generose, nella quale convogliare i cavi delle utenze. Queste riflessioni potrebbero portare ad un adeguamento futuro della sala macchine. Infine mi sono reso conto che mi manca lo scintillio delle luci nella vasca… sarà probabilmente sostituita la plafoniera T5 con una con HQI da 150 w più almeno due T5 da 38/54 w. Addirittura meglio se le 150 fossero due, da far accendere prima una, tutte e due ed infine l’altra. Quanto al consumo di corrente le due plafo si equivarrebbero.


 

• Avevo sostituito lo skimmer Aquavie900 con un altro della Altmann, ma ho rimesso il vecchio (che si vede nelle foto). Quello più potente, a parte una non facile regolazione, faceva un gran rumore. Inoltre avevo constatato la sparizione di tutte le caulerpe, racemosa e prolifera. Sono tornato al vecchio e magari poco efficiente skimmer, ho rimesso le caulerpe.

 

 

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