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Le specie aliene nel Mar Mediterraneo

Scritto da AndromakusNop. Postato in Monografie ed osservazioni

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Le specie aliene del Mar Mediterraneo. Il documento offre una panoramica delle specie cosiddette aliene e quelle indigene. Nell'articolo è possibile consultare il data base continuamente aggiornato del CIESM con tutti gli organismi.

 

Le specie aliene nel Mar mediterraneo

Le nuove specie marine introdotte casualmente nel bacino del Mediterraneo      



Prefazione: II stesura: 20-settembre-2007 - III 7 - ottobre - 2008

 

Il popolamento del Mediterraneo è uno dei più vari che attualmente si conosca e questa caratteristica non dipende solamente dall’ambiente fisico, ma anche dalla sua storia. In altre parole il nostro mare, prima dei periodi di disseccamento milioni d'anni fa, era aperto verso le regioni Indopacifiche ed era colonizzato da organismi tropicali. Queste specie sono sparite con il disseccamento avvenuto alla fine del miocene e la fauna e la flora d'oggi derivano dal più vicino Atlantico. Questo ripopolamento del mediterraneo non è avvenuto in una unica volta e certamente ancora oggi sono continui gli scambi, aumentati dall'apertura del canale di Suez. Nei periodi geologici successivi al disseccamento si sono avute, attraverso lo stretto di Gibilterra, delle inversioni di direzione della corrente marina. Oggi esiste una forte corrente di superficie verso il mediterraneo. Naturalmente ci sono tracce di animali di tipo boreale che per effetto del riscaldamento non possono più vivere nel Mediterraneo ed hanno lasciato accumuli dei loro scheletri. In effetti, la flora e la fauna del nostro mare assomigliano alle specie del vicino Atlantico, specie che secondo alcuni studi su 1244 specie mediterranee addirittura il 75% vive anche nell’Atlantico. Il Mar Rosso, recentemente aperto, nel 1869, contribuisce con un 5% di specie avvivate nel nostro bacino. Come si era detto all’inizio del documento esistono delle specie endemiche nel Mediterraneo che trovano i loro cugini non nell’Atlantico ma nell'Indopacifico, e specie più conosciuta di tutte, in questo caso si parla della posidonia che non troverebbe corrispondenza in Atlantico ma nella più lontana Australia. Com'è possibile ciò?

Non vorrei fare un passo nella fantascienza ma potremmo immaginare la posidonia che si è sviluppata attraverso il vasto mare antico chiamato “Tethys” e tuttavia mi sarebbe difficile spiegare questo mistero ricordando anche i periodi di disseccamento del mediterraneo. Il Mar Rosso è divenuta un’importante via nella colonizzazione del nostro mare e le ultime stime ritengono che attualmente siano circa 300 le specie marine provenienti dal Mar Rosso che hanno colonizzato il mediterraneo, 41 delle quali sono diventate comuni, ma come vedremo in un prossimo articolo stanno diventando sempre di più, e sono tenute sotto controllo costante dal Ciesm. Ma altri sforzi sono in atto per monitorare sempre più da vicino questi eventi, che in un certo senso stanno modificando il Mar Mediterraneo. Per esempio l'Icram, in convenzione con il Ministero dell'Ambiente, ha realizzato l'atlante delle specie aliene presenti in Mediterraneo e la cartografia della loro distribuzione.

Le molte specie arrivate nel mediterraneo sono ancora limitate nelle loro condizioni ambientali per cui si ritiene che sia ancora lontana l'ipotesi che il "mare nostrvm" possa ridiventare tropicale in pochi anni. Naturalmente ci sono altre cause che determinano l’introduzione accidentale di organismi non mediterranei e l’uomo si è trovato a sostenere una parte primaria. Nelle coste meridionali della Francia attraverso allevamenti di ostriche si sono introdotte specie di origine giapponese che ora stanno colonizzando il mare aperto. Attraverso le chiglie delle navi sono arrivate specie comuni come “codium fragile”. Gli allevamenti della cosiddetta "vongola verace", che in realtà è di origine filippina, hanno soppiantato quelle autoctone per la rapina crescita. La costruzione della diga di Assuan nel 1960 sul Nilo ha causato un impoverimento dei nutrienti, mentre nel 1869 l’apertura del canale di Suez ha causato una lenta ma graduale migrazione verso il mediterraneo di specie tropicali.


Aggiornamento al 7 novembre 2008: in rifacimento

Crocetta & Renda, 2007. Further record of Chlamys lischkei in the Mediterranean Sea.

Crocetta & Soppelsa, 2006. Primi ritrovamenti di Rapana venosa per alcune lagune costiere italiane. Atti del Museo di Trieste

Crocetta & Vazzana, 2008. First record of Haminoea cyanomarginata in the Italian seas

Crocetta, 2005. Prime segnalazioni di Fulvia fragilis per i mari italiani. Bollettino Malacologico

Crocetta, 2006. First record of Portunus pelagicus in the northern Tyrrhenian Sea. CrustaceanaCrocetta, Renda & Colamonaco, 2008. New distributional and ecological data of some marine alien molluscs along the southern Italian coasts

Crocetta, Renda & Colamonaco, 2008. New distributional and ecological data of some marine alien molluscs along the southern Italian coasts


Da una fonte ANSA riporto un'affermazione del Dott. Franco Andaloro, direttore di ricerca dell'Icram, che è emblematica. Quello che ci preoccupa non e' tanto la ricolonizzazione dei pesci di un mare relativamente giovane come il Mare Nostrum, di appena 50 milioni di anni, quanto la rapidita' con cui si sta verificando il fenomeno''. Solo nel giugno del 2006 le nuove specie di pesci erano 110, mentre adesso sono gia' 120, su un totale di 750 specie aliene fra animali e vegetali registrate nel Mediterraneo. A metterci lo zampino, oltre all'introduzione volontaria e involontaria da parte dell'uomo, e l'arrivo per vie naturali, una novita', che riguarda inaspettati effetti 'collaterali' dei mutamenti climatici.


 



Le nuove specie marine introdotte casualmente in mediterraneo



Il documento originale è di proprietà del CIESM cui è stato chiesto regolare permesso per la pubblicazione sul sito AIAM. Ringrazio il Direttore generale del Ciesm Prof. Frédéric Briand per aver concesso il permesso alla pubblicazione del documento e tutti i suoi collaboratori che hanno stilato questo testo.

Non è possibile modificare o ripubblicare questo documento senza le necessarie autorizzazioni.

Potete trovare il documento originale al:

http://www.ciesm.org/atlas/index.html

 

 


 

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