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La Torpedine ocellata

Postato in Monografie ed osservazioni

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Descrizione, etilogia e alimentazione di uno dei torpedinidi che si possono incontrare in tutto il Mar mediterraneo.

Testi e immagini di Fabio Crocetta. 

Batoideo della famiglia dei Torpedinidi (ordine Rajiformes, anche se alcuni lo ascrivono ai Torpediniformes), dorso schiacciato ventralmente con pinne pettorali che si fondono al capo ed al tronco costituendo un corpo di forma subcircolare detto "disco", provvisto di due organi elettrici a forma di rene situati tra le pinne pettorali e le cavità branchiali, presenti sul lato ventrale in numero di cinque paia. 

Possiede occhi piccoli, ravvicinati tra loro ed inseriti sul lato dorsale, mentre sul lato cieco è presente un'apertura boccale ridotta e di forma ovale con due lunghe rughe longitudinali, munita di denti appuntiti. Posteriormente agli occhi sono presenti due spiracoli di piccole dimensioni che risultano essere a margine frangiato con lunghe papille disposte in posizione centrifuga nei giovani ed a margine liscio negli esemplari adulti. Le pinne ventrali sono, invece, angolose e non raggiungono l'estremità della prima pinna dorsale.

 

 Due pinne dorsali, bene sviluppate e ravvicinate tra loro (la prima delle quali è più grande della seconda), sono situate sulla coda, che è breve, carnosa e fusiforme e reca all'estremità una pinna abbastanza ampia di forma sub-triangolare. Ha pelle nuda e priva di spine o aculei. Il colore del dorso è giallastro o bruno-rossiccio con macchie rotonde turchine (da cui la denominazione "torpedine ocellata"), ornate di nero e giallo, di numero da uno a sette, ma generalmente in numero di cinque e, comunque, sempre dispari. Il colore del ventre è bianco latteo, grigio o crema con i bordi più scuri; la lunghezza totale massima è di cm. 60 nei maschi e 40 nelle femmine.

 

Etologia
La Torpedo torpedo è diffusa in tutto il Mediterraneo e nell'Atlantico orientale, dal Golfo di Biscaglia fino all'Angola, e predilige le acque calde. E' ovovivipara e partorisce da 3 a 21 piccoli, lunghi 7/8 centimetri, nel periodo che va da marzo a settembre. La gestazione dura da 7 a 10 mesi. Il suo nome valido è Torpedo torpedo (Linneo, 1758), ma nei testi più vecchi è possibile trovare sinonimi ormai in disuso, quali: Raja torpedo Linneo, 1758; Narcacion torpedo (Linneo, 1758); Torpedo narke Risso, 1810; Torpedo ocellata Rafinesque, 1810. In realtà il nome scientifico "torpedo" fu usato per la prima volta da Plinio ed è la traduzione del vocabolo greco "nèrke", per evidenziare il torpore prodotto dalla scarica elettrica. Vive su fondali fangosi o litorali sabbiosi a profondità variabile dai 5 ai 100 metri, dove viene pescata, durante tutti i mesi dell'anno, con fiocina, reti a strascico, tramaglio o monopanno e palangari. Occupando alti livelli nelle catene trofiche, risulta essere un organismo particolarmente vulnerabile a qualsiasi tipo di variazione ambientale, specie se antropica. La torpedine ocellata trascorre la maggior parte del tempo adagiata sul fondo o in parte ricoperta da un sottile strato di melma o sabbia in attesa del passaggio di qualche preda da stordire mediante una forte scarica elettrica. Quest'ultima viene utilizzata non solo per attacco, ma anche per difesa nei confronti di eventuali predatori. Va detto, inoltre, che le torpedini emettono anche scariche abbastanza deboli in maniera continuativa in modo da creare attorno a sè un campo elettrico uniforme e stabile utilizzato per la conoscenza dell'ambiente circostante.

Gli organi elettrici
Gli organi elettrici, due grandi e due piccoli (contenuti all'interno dei primi), sono posti ai lati del capo, hanno forma falcata e sono costituiti da tessuto muscolare striato modificato in lamine sovrapposte a formare piccoli prismi alternati a strati di tessuto connettivo. In ogni colonnina il polo negativo è verso il ventre, mentre quello positivo sul lato dorsale: tutto l'apparato, quindi, funziona come una sorta di pila di Volta. Le scariche elettriche, controllate dal sistema nervoso centrale e capaci di raggiungere i 220 volts, sono da considerarsi pericolose pure per l'uomo, che, infatti, può cadere riverso, se poggia accidentalmente un piede su una torpedine insabbiata. La capacità di emettere scariche elettriche è la più nota caratteristica di questi pesci, nota fin dai tempi di Aristotele e di Plinio il Vecchio. Anzi, il famoso filosofo greco (384-322 a.C.), dopo un lungo soggiorno a Lesbo a contatto con i pescatori, nell'opera "Le parti degli animali", facente parte di una trilogia dedicata alle ricerche biologiche ed, in particolare, alla zoologia, ci ha lasciato una descrizione esatta e particolareggiata sia della rana pescatrice che della torpedine, a proposito della quale nota: " La torpedine narcotizza le creature che vuole catturare, le sopraffa con il potere di una scossa che risiede nel suo stesso corpo e le divora; si nasconde anche nella sabbia e nella melma e cattura tutte le creature che le passano accanto e che subiscono il suo effetto narcotizzante. Questo fenomeno è stato effettivamente osservato (); è risaputo che la torpedine provoca stordimento anche nell' uomo". Oltre ai Torpedinidi, comunque, esistono pesci ossei, come il ginnoto (Electrophorus electricus) ed il malapteruro (Malapterurus electricus), in grado di produrre scariche elettriche.

Alimentazione
Studi recenti hanno dimostrato che l'alimentazione varia a seconda della specie. Pur nutrendosi tutte le specie di invertebrati (piccoli crostacei e molluschi), il loro principale nutrimento è costituito da macrofauna ittica bentonica o a bassa motilità, quali Soleidae o Callionymidae, ma anche Gobiidae, Clupeidae e Citharidae. A causa dello scarso pregio delle carni, molli ed insipide, pure se non del tutto disgustose, le torpedini vengono annoverate tra le specie accessorie. Come le specie congeneri, la torpedine ocellata è parassitata soprattutto da Platelminti ed Anellidi, oltre che da numerosi Copepodi. Il suo sangue, infine, contiene una tossina, similmente a numerosi Anguilliformi, il cui effetto si annulla con la cottura.

  Nomi dialettali e specie
In tutta Italia la Torpedo torpedo è conosciuta con i nomi dialettali "tremola", "tremmula occhiuta", "tremolina" e "tremoja", tra gli altri. Le torpedini sono formate da due famiglie: Torpedinidae (2 generi e 20 specie) e Narcinidae (9 generi e 33 specie). Nel mar Mediterraneo sono presenti solo tre specie appartenenti alla famiglia Torpedinidae: Torpedo torpedo (Linneo, 1758); Torpedo marmorata Risso, 1810; Torpedo nobiliana Bonaparte, 1835.

 

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