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Il Trombetta...Macroramphosus scolopax

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In natura ogni animale ha modificato la sua forma o aspetto in modo da poter vivere ed attingere nutrimento nell’ambiente in cui si trova….L’uomo poi ha pensato ad assegnare loro un nome per distinguerli. Ad uno di questi è stato dato il nome comune di Trombetta, denominazione al quanto appropriata per l’aspetto di questo singolare pesce che presenta una bocca sottile e lunga e con un corpo schiacciato di colore argento con sfumature arancio,e che vive nell’acque profonde di quasi tutto il Mediterraneo. Grazie ad un Amico ed alle particolari caratteristiche di un luogo del ns mare ho avuto la possibilità di incontrarlo nel suo ambiente a profondità medio/basse, constatando alcune differenze del suo comportamento durante il giorno e la notte, dato che fin d’ora mi era stato possibile guardarlo ed osservarlo solo in cattività .

 

L’incontro diurno

 

Arriviamo sul luogo prescelto nelle prime ore calde del mattino e dopo esserci vestiti e fatto i dovuti controlli ci immergiamo. Già dopo i primi metri mi rendo conto che il posto è particolare per la quantità di vita bentonica che incontriamo, non ho mai visto così tante ascidie e differenti specie colonizzare substrati naturali o artificiali che siano, formando atolli immersi dai più differenti colori. Mentre il profondimetro sale incontriamo branchi di Castagnole(Chromis chromis) , Donzelle pavonine (Thalassoma pavo) che sembrano danzare in un vortice di colori, qualche piccolo Pesce Lucertola (Synodus saurus) fin pian piano giungere quota -30mt ed ecco di fronte a noi uno splendido gruppo di una cinquantina di Trombetta(Macroramphous scolopax) . Impauriti dalla nostra presenza iniziano a nuotare da destra a sinistra creando una forma geometrica molto definita a mò di foglia,  mantenendosi sempre a non meno di 4/5 mt di distanza da Noi. Seguendoli incontriamo un altro gruppo di Trombetta, composto più o meno dallo stesso numero di individui, i due gruppi si uniscono formandone uno. Quello che mi ha colpito in particolare era il movimento del gruppo, come se seguisse un’immaginaria linea orizzontale alla profondità di 30mt  senza mai allontanarsi andando verso profondità superiori .

La forma che acquisiva il branco variava in base alla velocità con cui si muoveva, era una forma larga tipo foglia di arancio quando il movimento richiedeva spostamenti lenti, nel momento dello scatto la forma si schiacciava e si allungava tipo foglia di mandarino, per dare l’idea della variazione. Se si fermavano si mantenevano sempre in una posizione corporea orizzontale senza mai mettersi nella caratteristica posizione in diagonale con il muso rivolto in basso, ciò era anche dovuto alla nostra presenza quindi ad un disturbo/spavento esterno cosa che si notava anche dalla loro colorazione che era molto sbiadita. La lontananza non mi permetteva di ammirare il singolo individuo ma solo apprezzare la loro vita di gruppo. Intanto però si era avvicinato il tempo di risalire, quindi iniziamo il rientro lasciandoci alle spalle il gruppo salutandoli con un arrivederci….

L’incontro notturno

 

Nelle ore notturne si entra in un altro mondo sommerso, completamente differente dal giorno. Si creano delle circostanze che il giorno non permette…Arriviamo sul luogo visitato di giorno alle prime ore della sera, dopo una veloce vestizione ed i dovuti controlli ci immergiamo . Il silenzio rotto solo dalle bolle dell’erogatore di Francesco e del Mio, l’oscurità squarciata dall’illuminatore permette di “baciare” tantissimi abitanti che non sarebbe sicuramente possibile nemmeno avvicinare o guardare nelle ore diurne. Pian piano mentre scivolavamo sul fondo incontrando qualche Mennola (Spicara maena), alcuni Pesci Lucertola (Synodus saurus) di grosse dimensioni, una splendida Magnosa (Scyllarides latus) che non vedevo in natura da così vicino da decenni, arriviamo sui -10mt ed ecco che si illumina un gruppetto di 4 individui di Trombetta (Macroramphous scolopax)  ma stavolta nella loro caratteristica posizione in diagonale a bocca rivolta in basso, illuminandoli mi avvicino fino a quasi toccarli ,spostando il fascio di luce mi rendo conto che poco più lontani c’erano altri gruppetti ma sempre formati da non più di 4 esemplari, strano atteggiamento,naturalmente la luce come a molti abitanti del mare li rendeva inermi ed immobili permettendomi di osservare che il colore a differenza del giorno aveva l’arancio quasi predominante e di una tonalità forte. Continuiamo a scendere e  tra Pesci Lucertola (Synodus saurus) insabbiati e Pagelli Bastardi (Pagellus acarne) in caccia ecco sui 22metri circa altri gruppi di Scolopax,stavolta però composti da una quindicina di individui ognuno, e sempre nella loro caratteristica posizione con il “becco” verso il basso…si continua ad andare giù e si giunge ai fatidici -30mt ed in quel momento resto a bocca aperta(insomma stavo affogando Ah!Ah!Ah!) dal muro che era davanti a noi, centinaia e centinaia di Trombetta fermi li a testa in giù..ci avviciniamo al branco e li guardo avendoli a meno di 10/20cm dalla maschera…. guardarli così da vicino mi faceva apprezzare ancor di più la loro caratteristica forma e colorazione, il “Branco” era composto da individui di tutte le taglie mentre i gruppetti incontrati alle precedenti profondità erano sempre composte da individui di stessa grandezza. Fantastico è dir poco, il movimento del gruppo è quasi inesistente, infatti la timidezza e la fuga del giorno sono annullate dalla notte e dalla luce artificiale, un sogno che si avvera , la natura come spesso accade ci

  dà la possibilità di ammirarla in tutta la sua bellezza poi sta a Noi essere degni di tali doni…..però come tutte le cose belle hanno una fine, infatti il tempo è trascorso inesorabilmente e l’aria nella bombola ci indica che è ora di rientrare quindi un saluto e via….. Durante il percorso di ritorno, tra la mia eccitazione e rivedendo tutta quella vita non ho potuto che pensare e sperare che questo luogo resti così e che l’uomo non possa deturparne la sua particolare bellezza….

In cattività:

Queste fantastiche immersioni, in special modo la notturna, mi hanno poi portato a confrontare l’atteggiamento che hanno questi pesci nel loro habitat con la cattività(acquario).

Naturalmente lo spazio che hanno in natura non è paragonabile alla vasca, però i 4 esemplari che ho mi hanno permesso di notare che gl’atteggiamenti sono simili agl’esemplari visti in natura. Formano sempre un gruppetto, nel mio caso i 4 moschettieri, ho notato che di giorno sono quasi sempre in posizione orizzontale, questo atteggiamento sicuramente è anche dovuto al  flusso abbastanza sostenuto che ho in vasca, ma in special modo al fatto che di giorno come in natura sono spaventati e disturbati, quindi mantengono sempre una posizione di fuga.

Durante la notte invece il comportamento cambia, il gruppetto si dispone nella loro caratteristica posizione in diagonale con il muso in basso, cosa notata anche in cattività, questo più che all’oscurità e dovuto alla tranquillit

 à del periodo. Quindi deduco che la loro caratteristica posizione viene assunta in special modo nelle ore notturne per la calma che crea la notte nell’attività sotto e sopra il mare, inoltre in vasca come in natura l’intensità luminosa e la tranquillità influenza molto la loro colorazione. L’ospitarli in vasca mi ha permesso di ammirarne i movimenti del nuoto e il modo di catturare il cibo. I Trombetta utilizzano nel nuoto diciamo statico/lento quattro pinne ma in modo particolare la seconda caudale(la prima è composta da una robusta spina ed altri due raggi molto più piccoli) e le pettorali e con queste ruotare su se stessi e si spostano, leggermente utilizzano anche l’anale. La coda viene utilizzata solo nel nuoto di spinta, quindi nella fuga o nell’atto della cattura del cibo se c’è la necessità di arrivare sulla preda.

 

L’atto della cattura del cibo avviene con l’apertura della piccola bocca posta all’inizio del rostro seguito dal movimento nitido e veloce della deglutizione(vedi disegno) talmente evidente da sembrare una seconda bocca. Credo che nell’atto del mangiare il trombetta crei un risucchio più che un morso perché la piccola bocca non ha

detta predisposizione, tanto è vero che spesso il movimento di cattura del cibo provoca dei piccoli scoppiettii dovuti allo spostamento d’acqua. Mangiano pezzetti quasi microscopici, infatti quando il tocchetto(ma sempre piccolissimo) di cibo è più grande capita che viene preso per poi essere cacciato fuori e riprendere i vari pezzetti in cui si è scomposto.

E’ un pesce molto sensibile basta un brusco movimento in vasca o il solo pulirne il vetro per  provocare spavento e vederlo schizzare in tutte le direzioni con rischio di procurarsi ferite, quindi bisogna prestare molta attenzione a questo.

Altre osservazione, ahimè dolorosa è che quando un individuo lascia il gruppo e si isola è sintomo che qualcosa non và e quasi sicuramente morirà, le cause possono essere lo stress, parassiti o altro….

Questo articolo forse creerà pensieri concordi e discordi tra gli appassionati acquariofili e naturalisti riguardo le mie osservazioni, Io posso solo scrivere di quella che è stata ed è la mia esperienza con il Trombetta, spero di tornare quanto prima a trovare ed ammirare lo Scolopax nel suo mondo per avere altro tempo per osservarlo…

Francesco “serranus”

 

 

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