Ultimi articoli pubblicati

biodiversity-journal-2016-7-4-907-912

Biodiversity Journal, 2016, 7 (4): 907–912

di Anna Maria Mannino1*, Stefano Donati2 & Paolo Balistreri1 -- The Project “Caulerpa cylindracea in the Egadi Islands”: citizens and scientists working together to monitor marine alien species   Scarica l'allegato...Leggi tutto
report-progetto-caulerpa-cylindracea-egadi-islands

Report Progetto "Caulerpa cylindracea Egadi Islands"

di Paolo Balistreri -- Il 31 agosto 2016 si è concluso il Progetto "Caulerpa cylindracea Egadi Islands" di scienza partecipata, inerente il monitoraggio dell'alga verde invasiva...Leggi tutto
Stampa

Callinectes sapidus Rathbun, 1896 (Crustacea, Decapoda, Portunidae)

Postato in Monografie ed osservazioni

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 
Stampa

Callinectes1aCrostaceo decapode giunto in Mediterraneo dalle coste atlantiche americane settentrionali oltre 50 anni fa, con la prima segnalazione per Grado (Alto Adriatico) risalente al 1949.

 

Descrizione

Carapace ampio dalla superficie dorsale granulosa e bluastra, dotato di due larghi denti frontali di forma triangolare (fig. 3, alto). Chele bluastre provviste di spine bianche chiazzate di rosso; le altre appendici grigie dal lato dorsale, blu dal lato lateroventrale. Dimensioni del carapace: larghezza fino a 20 cm; lunghezza fino a 9 cm (nelle femmine, fino a 7.5 cm) (fig. 1).

 

 

 

Callinectes1b 

 

 

 

 

 

 

 Callinectes_ritrovamentoProvenienza e diffusione in Mediterraneo e Laguna di Venezia

Specie tipica delle coste atlantiche americane settentrionali, Callinectes sapidus viene segnalato per la prima volta in Europa nel 1900, lungo le coste atlantiche francesi (Bouvier, 1901) e successivamente lungo quelle olandesi (Hartog & Holthuis, 1951) e danesi (Wolff, 1954). La penetrazione all'interno del Mediterraneo è documentata dal 1955, in acque israeliane (Holthuis & Gottlieb, 1955), ma in realtà il primo rinvenimento potrebbe risalire al 1948 per la Grecia. Sicure invece le catture di una femmina adulta a Marina di Grado (Alto Adriatico) il 4. 10.1949 e del primo esemplare per la Laguna di Venezia raccolto l'8.10.1950 (Giordani Soika, 1951). Tuttavia i due esemplari citati furono erroneamente identificati come Neptunus pelagicus (L.); la corretta determinazione risale al 1993, dopo i rinvenimenti per la Laguna di Venezia relativi a due individui maschi ed effettuati nel 1991-1992 (Mizzan, 1993). Callinectes sapidus è stato rinvenuto anche lungo le coste di Libano (George & Athanassiou, 1965; Shiber, 1981) e Israele (Snovsky & Galil, 1990), in Mar Egeo (Serbetis, 1959; Holthuis, 1964), nel mare di Marmara (Istambul) (Georgiadis & Georgiadis, 1974), Rodi e Salonicco (Kinzelbach, 1965), Egitto (Banoub, 1963; Ramadan & Dowidar, 1976; Abdel-Razec, 1987) e nel Mar Nero (Monin, 1984). Per le coste italiane viene segnalato anche nel Golfo di Genova (Tortonese, 1965), in Sicilia nel 1970 (Cavaliere & Berdar, 1975), Livorno (Bisconti & Silvi, 2005), Lecce (Gennaio & al., 2006) e Ravenna (Scaravelli & Mordenti, 2007).

Ecologia e biologia della specie

Specie ad ampia valenza ecologica, efficiente predatrice di pesci, molluschi e crostacei che si nutre anche di animali morti. Eurialina ed euriterma, sopporta tanto acque pressoché dolci quanto ipersaline fino a valori del 117‰ ed escursioni termiche da 3 ad oltre 35°C, con valori di ossigeno disciolto inferiori a 0.08 mg/l. Si configura quindi come specie adatta alla colonizzazione di nuovi areali, anche se in Laguna di Venezia è dubbia la sua reale acclimazione. Le rare catture intervallate da lunghi periodi in cui l'animale non è stato osservato sembrerebbero infatti suggerire periodici fenomeni di reintroduzione, seguiti probabilmente da scomparsa della specie. La lunga sopravvivenza delle fasi larvali di questo granchio, dai 30 ai 70 giorni in funzione delle caratteristiche ambientali, ne faciliterebbe infatti il trasporto dai porti atlantici americani fino alla Laguna di Venezia nelle acque di sentina delle grandi navi da carico. A suffragio di questa ipotesi deporrebbe anche la localizzazione delle località di cattura, tutte site nel bacino centrale, nei pressi del porto industriale di Fusina.

Il 6 settembre 1981 viene catturato per la prima volta in Laguna di Venezia un esemplare di Callinectes danae Smith, 1869 e questa rimane a tutt'oggi la prima e l'unica segnalazione della specie per le coste europee. Molto simile a C. sapidus, anch'essa di origine nordamericana anche se a distribuzione più meridionale, si distingue dalla specie precedente per la presenza di quattro denti frontali sul carapace anziché due (fig. 3, sotto) e per la forma dei gonopodi maschili (fig. 6 e fig. 7).

Bibliografia
ABDEL-RAZEC F.A., 1987. Crab fishery of the Egyptian waters with notes on the bionomics of Portunus pelagicus (L.). Acta Adriat., 28(1-2): 143-154.
BANOUB M.W., 1963. Survey of the Blue Crab Callinectes sapidus (Rath.) in Lake Edku in 1960. Hydrobiol. Depart., Alexandria Inst. Hydrobiol. Notes and Memoirs 69: 18 pp.
BISCONTI M., SILVI E., 2005. Prima segnalazione di Callinectes sapidus Rathbun, 1896 (Crustacea, Decapoda, Brachyura) nella provincia di Livorno. Quad. Mus. Stor. Nat. Livorno. 18:1-6.
BOUVIER E., 1901. Sur un Callinectes sapidus M. Rathbun trouvé à Rocheford. Bull. Mus. Hist. Nat. Paris 7: 16.
CAVALIERE A., BERDAR A., 1975. Presenza di Callinectes sapidus Rathbun (Decapoda Brachyura) nello Stretto di Messina. Boll. Pesca. Piscicolt. Idrobiol. 30: 315-322.
GENNAIO R., SCORDELLA G., PASTORE M., 2006. Occorrence of blue crab Callinectes sapidus (Rathbun, 1896) (Crustacea, Brachyura)in the Ugendo ponds area (Lecce, Italy). Thalassia Salentina 29:35-46.
GEORGE.J., ATHANASSIOU V., 1965. The occurrence of the american blue crab, Callinectes sapidus Rathbun, in the coastal waters of Libanon. Ann. Mus. Civ. St. Nat. Genova – Doriana 4 (160): 1-3.
GEORGIADIS C., GEORGIADIS G., 1974. Zur Kenntnis der Crustacea Decapoda del Golfes von Thessaaloniki. Crustaceana, 26 (3): 239-248.
GIORDANI SOIKA A., 1951. Il Neptunus pelagicus (L.) nell'Alto Adriatico. Natura 42: 18-20.
HARTOG C., HOLTHUIS L.B., 1951. De Noord-Americaanske "Blue Crab" in Nederland. Levende Nat., 54: 121-125.
HOLTHUIS L.B., GOTTLIEB E., 1955. The occurence of the american Blue Crab, Callinectes sapidus Rathbun, in Israel waters. Bull. Res. Counc. Of Israel 5B: 154-156.
HOLTHUIS L.B., 1964. Report on a collection of Crustacea Decapoda and Stomatopoda from Turkey and the Balkans. Zool. Verh. 47: 1-67.
KINZELBACH R., 1965. Die Blaue Schwimmkrabbe (Callinectes sapidus), ein Neuburger in Mittelmeer. Nat. Mus. 95: 293-296.
MIZZAN L., 1993. Presence of swimming crabs of the genus Callinectes (Stimpson) (Decapoda, Portunidae) in the Venice Lagoon (North Adriatic Sea - Italy): first record of Callinectes danae Smith in European waters. Boll. Mus. civ. St. Nat. Venezia, 42: 31-43.
MONIN V.L., 1984. A new record of Blue Crab Callinectes sapidus (Decapoda Brachiura) in the Blak Sea. Zool. Zhurnal. 63 (7): 1100-1102.
RAMADAN S.E., DOWIDAR N.M., 1976. Brachyura (Decapoda, Crustacea) from the Mediterranean waters of Egypt. Thalas. Iugosl. 8 (1) : 127-139.
SCARAVELLI D., MORDENTI O., 2007. Segnalazioni Faunistiche. Quad. Studi Nat. Romagna 24:155-160
SERBETIS C., 1959. Un nouveau crustacé commestible en mer Egeé Callinectes sapidus Rath. (Decapod. Brach.). Proc. Gen. Fish. Counc. Medit. 5: 505-507.
SHIBER J.C., 1981. Brachyurans from Lebaneses waters. Bull. Mar. sci. 31 (4): 864-875.
SNOVSKY Z., GALIL B., 1990. The occurence of the American Blue Crab, Callinectes sapidus Rathbun, in the Sea of Galilee. Isr. J. Acquacult. 42 (2): 62-63.
TORTONESE E., 1965. La comparsa di Callinectes sapidus Rath. (Decapoda, Brachyura) nel Mar Ligure. Ann. Mus. Civ. St. Nat. Genova – Doriana, 4 (165): 1-3.
WOLFF T., 1954. Occurence of two East American species of crabs in European waters. Nature 174 (4421): 188-189.

Callinectes3 Callinectes4

 Callinectes5 Callinectes7

 

Callinectes6

 

Articolo gentilmente concesso ad AMM dal Museo di Storia Naturale di Venezia
Callinectes1Callinectes_provenienza 
Stampa

Questo sito utilizza cookie. Continuando a consultare AMM, acconsenti all'utilizzo dei nostri cookie.