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TOR PATERNO : TUTT’ALTRO CHE “SECCHE”

Scritto da Paolo Balstreri, Simona Strada e Alberto Altomare. Postato in Monografie ed osservazioni

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Un’estensione di 1.387,00 mq poco distante da Roma e poco a largo del Lido di Castel Fusano, accoglie nelle sue acque gli amanti del mare ed in particolare gli insaziabili esploratori delle sue profondità. (Fig.1)

 

Fig. 1. Carta nautica I.I.M. di riferimento n. 7 scala 1:100.000 (www.miniambiente.it)

 

Le Secche di Tor Paterno, per la loro importanza biologica e ecologica, sono state istituite come Area Marina Protetta “Secche di Tor Paterno”. Devono il loro nome ad una vecchia torre oggi scomparsa che si trovava all’interno dell’attuale Riserva della Tenuta di Castel Porziano (Fig. 2), torre che veniva utilizzata dai pescatori per individuare i più ricchi e pescosi fondali della zona.

 

 

Fig. 2. Castel Porziano (Foto di www.paesionline.it)

 

Le Secche sono costituite da una formazione rocciosa che appare come un’isola sommersa che poggia su fondo sabbioso. La profondità massima è di 60 metri mentre il “cappello” si trova a 18 metri. In superficie l’area è delimitata da boe di segnalazione, lungo le cui cime si effettuano le discese e le risalite delle immersioni.

A settembre 2013, ad ulteriore tutela dell’AMP, sono stati posti a profondità variabili dai 20 ai 40 metri dei dissuasori in cemento, detti “tripodi” che, per la loro forma, vanno a danneggiare le reti utilizzate per la pesca a strascico.

Scendendo in immersione sulle Secche, che siano pianori o che siano pareti, gli occhi non possono non brillare alla vista di una tipologia di fondale che presenta una ricca biodiversità ed una tavolozza di colori che nulla hanno da invidiare a siti più rinomati (Fig.3).

 

Ce stà n’isoletta ‘nfonno ar mare,

silenziosa e piccola, ma piena de colore,

ce stanno le cernie, li dentici e l’aquile de mare

 come pure le gorgonie,  li coralli e l’alcionarie

 

Nun è er più ber posto der creato

ma chi c’è ito la vista s’è beato

de sicuro c’ha messo mano er Patreterno

sò chiamate da cent’anni  Secche de Paterno

 

Tor  Paterno (Albe)

 

Fig. 3. Panoramica sulla biodiversità che accoglie i subacquei che si accingono ad esplorare le Secche di Tor Paterno.

 

La Posidonia oceanica, che cresce rigogliosa in grandi praterie ad una profondità che va dai 18 ai 25 metri, può considerarsi il preludio di ciò che sarà possibile osservare in queste passeggiate, poiché per riuscire ad ammirare l’intera estensione delle Secche non è sufficiente una sola immersione.

Il falso corallo nero (Savalia savaglia), grossi ventagli di gorgonie rosse (Paramuricea clavata) (Fig.4)  coloratissime spugne, diversi briozoi, ascidie, madreporari ed attinie.

  

Fig. 4. Meravigliosi ventagli di gorgonie rosse e gialle che accolgo tra le loro ramificazioni un innumerevole numero di specie.

 

Negli anfratti scavati dalle correnti con il decorrere del tempo vivono grandi murene (Muraena helena) (Fig.4), curiose aragoste (Palinurus elephas), cicale (Scyllarides latus) (Fig.5), corvine (Sciaena umbra), musdee (Phycis phycis), gronchi (Conger conger),  e diverse specie di carangidi e di saraghi.

  

Fig. 4. Un elegante Murena osserva con curiosità il fotografo intento ad immortalare questo bell’incontro (Foto sx) ed una Lismata (Lysmata seticaudata), gamberetto “pulitore” intento ad effettuare la pulizia nella bocca di una Murena.

 

 

Fig.5. Due esemplari di cicala, presumibilmente pronti alla fuga. Crostacei molto belli ed anche scattanti che amano vivere su fondali rocciosi e ghiaiosi.

 

Non manca la presenza di grossi polpi (Octopus vulgaris) (Fig.6) che qui vivono pressoché indisturbati.

 

Fig.6. Un grosso polpo che lentamente si prepara per lo scatto che lo porterà lontano dall’osservatore che reputa un po’ troppo indiscreto.

 

Unica Area Marina Protetta italiana intermente sommersa che offre rifugio a numerosi esemplari di Cernia bruna (Epinephelus marginatus) (Fig.7). In estate non è difficile poter ammirare il “volo” delle aquile di mare (Myliobatis aquila).

 

 

Fig.7. Giovane esemplare di cernia bruna. La sua colorazione è molto variabile a seconda del sesso e età. Gli esemplari giovani presentano macchie molto più accentuate rispetto agli adulti.

 

 

Per gli amanti dei piccoli e coloratissimi abitanti del mare non mancano diverse specie di nudibranchi come Janolus cristatus (Fig.8) Flabellina affinis (Fig.9), platelminti e numerosi e simpaticissimi esemplari di paguro (Fig.10).

 

 

Fig.8. Nudibranchio che vive tipicamente su fondali duri secondari ricchi di fango.

 

Fig. 9. Flabellina affinis in ovo deposizione. Ama vivere sugli idrozoi di cui si nutre, dove si muove con eleganza facendo ondeggiare le sue appendici dorsali.

 

 

Fig.10. Dardanus calidus, un crostaceo che ama gironzolare con la “sua” conchiglia su diversi tipi di fondali. Sopra la conchiglia si può osservare la Calliactis parassitica conosciuta come l’anemone del paguro che assicura una certa protezione al “tassista”.

 

Tra le creature quindi che è possibile osservare ci sono anche:

Arca Noae

  

Fig. 4.  Mollusco bivalve che vive tipicamente su fondali rocciosi. Nelle foto è possibile osservare un  esemplare ricoperto da Crambe crambe (Spugna) ed alcuni esemplari da collezione privi della spugna (dx, foto di  www.seashellhub.com)

 

Parazoanthus axinella

 

Fig. 11. Parazoanthus asinella, cnidario che va dal giallo oro all’arancione, vive sulle pareti rocciose esposte a corrente in piccole asperità.

 

Scorpaena notata

 

Fig. 12. Scorpaena notata, il piccolo tra gli scorfani, infatti raggiunge una dimensione massima di 18 cm.  La sua colorazione è rossiccia con delle macchie marroni . Presenta una caratteristica macchia nera sulla dorsale.

 

 

Testi  di riferimento

Riedl R., Fauna e Flora del Mediterraneo, Muzzio, Padova, 1991.

Siti web di riferimento

www.ampsecchetorpaterno.it

www.miniambiente.it

www.paesionline.it

www.rai.it

www.ram.minambiente.it

www.seashellhub.com

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