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La biodiversità dei Giardini “sommersi” del Faro di Anzio

Scritto da Paolo Balistreri e Simona Strada. Postato in Monografie ed osservazioni

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Anzio è una cittadina in provincia di Roma che deve le sue origini ad un piccolo porticciolo adibito alla messa in secca delle barche da pesca. L’evoluzione del piccolo villaggio di pescatori a cittadina si ha nel 1856, quando separandosi da Nettuno, diventò un comune autonomo. Durante la seconda guerra mondiale Anzio è stata teatro di una delle più celebri azioni, quale fu lo sbarco degli alleati. Tra le attrattive di Anzio si possono citare le strutture architettoniche legate alla religiosità, musei e siti storici, come la villa di Nerone. La natura non è da meno in questo luogo, tanto che nel 1988  con provvedimento legislativo della Regione Lazio è stata istituita la Riserva naturale regionale di Tor Caldara.

Nel grande blu che lambisce le coste d’Anzio vi sono dei siti di immersione che suscitano particolare curiosità tra i sub. Proprio a  circa 1,5 miglia dalla costa vi sono i “Giardini del faro” o più semplicemente  i “Giardini”.  Qui, come ogni tratto di fondale nel nostro caro “Mare nostrum”, non ci resta che assaporare una bella immersione alla scoperta delle diverse meraviglie che si celano nelle profondità di questo specchio acqueo.

Ispirati dalle luci del faro di Capo Anzio, immergersi nelle acque dei giardini sommersi del faro è sempre una piacevole emozione.

 

Faro di Anzio con il suo tratto di costa

Scivolati in acqua, come ogni immersione, sale immediatamente la voglia di scrutare e osservare ogni forma di vita per carpirne la bellezza, armonia e segreto. In questo tratto di litorale si trovano esemplari che altrove si scorgono solo ad una certa profondità.

 

Discesa lunga la catena dei sub

 Talvolta durante la discesa fino al punto di ancoraggio lungo la cima, ci si ritrova a guardare attraverso un tappo di sospensione tipico di questo tratto di litorale, ma quando si arriva sul fondo ed il fascio delle nostre torce illumina tanto colore, ed un inaspettato splendore, viene spontaneo sorridere, girarsi verso il proprio compagno e allargare le braccia come a dire “guarda un po’ qua!”. I subacquei che si immergono in  questo sito considerato come un piccolo paradiso, un giardino sommerso, non si spiegano come faccia a non risentire degli effetti della continua pressione antropica.

Il fondale è per lo più fangoso con la presenza di piccoli “panettoni “ rocciosi, a volte staccati tra loro di qualche metro e a volte continui, con una grandezza variabile dai 3 metri di diametro a più o meno 20 metri. L’area approssimativa di tutta la zona è di circa 1500 metri quadri con il lato più lungo della formazione quasi parallelo alla costa. La profondità varia dai 22-23 metri ai 27/28 metri, profondità massima cui si trova il fondo sabbioso. Ci si muove piano tra una vera e propria distesa di gorgonie rosse, bellissime e rigogliosissime con le sue ramificazioni color rosso carminio e gialle.

 

Gorgonie

Questi organismi sono presenti in tutto il Mediterraneo partendo da una  profondità di 20 metri, ma qui si possono osservare anche ad una profondità più ridotta. La gorgonia gialla, non può mancare in questo contesto meraviglioso con la sua colorazione giallastra. Grandi rami, molto articolati  sono ben visibili sulle rocce che costellano questo posto a dir poco straordinario e particolare per la sua originalità. In questo scenario il riccio matita, echinoderma che presenta degli aculei più robusti e meno numerosi dei ricci che siamo soliti osservare, rimane lì sul detrito, quasi immobile come ad assaporare il panorama.

 

Riccio matita

Avvicinandosi al fondale e sulle pareti, è possibile osservare diverse spugne come l’Axinella cannabina con il suo color giallastro e Cliona viridis con il suo corpo massiccio, irregolare e tipicamente bianco giallastro. Piccoli nudibranchi, alcuni anche non proprio frequentissimi in questa zona come la Marionia blainvillea con bel color verdastro e disegno a rete rosso, il doride tricolore e la vacchetta di mare, sembrano quasi danzare sulle meraviglie di questo fondale.

 

Marionia blainvillea

Sbirciando tra fenditure delle rocce è possibile notare la presenza di piccole cernie brune che ci  scrutano a loro volta, ma senza muoversi più di tanto dalle proprie tane, dove amano stare, mantenendosi quasi immobili. Questo animale che da adulto presenta un corpo più tozzo, nei giovanili presenta una forma più slanciata, pronta a rapidi spostamenti per sfuggire agevolmente agli sguardi sospetti. La coda nei giovanili presenta una margine arrotondato, differentemente dagli adulti che presentano un margine dritto. La colorazione è variabile con l’età e sesso. I giovanili presentano delle macchie molto accentuate. In questo sito, non mancano di certo i classici cumuli di detrito e conchiglie davanti una fenditura, ad indicare che si è in presenza di una tana di polpo che tipicamente si può incontrare  dinanzi ad essa con gli occhi ben in vista ed attenti a ogni movimento. Differentemente di notte questo mollusco si può incontrare intento a cacciare, facendo propria ogni preda, attraverso l’agilità e forza fornitagli dagli otto tentacoli muniti da due file di ventose. Che brutte notti per i granchi, quando incontrano sul loro cammino un polpo.

 

Polpo

Tra le rocce però  non è inusuale scorgere delle teste nere di esemplari di murene  o le teste grigio scure di gronchi, pesci ossei dal corpo serpentiforme che fanno di ogni  anfratto roccioso una tana da sorvegliare, in attesa della caccia a base di crostacei, pesci e molluschi. 

 

 

Murena

Una diffidente musdea si muove lentamente negli spazi più bui delle rocce, lasciandosi avvistare solo dagli osservatori più attenti. Gli immobili e mimetici scorfano neroe scorfano rosso, insieme agli scattanti e evasi esemplari di magnosella o cicala di mare non possono che arricchire uno scenario cosi bello, misterioso e ricco di vita.

 

Scorfani

 

Cicale

Passeggiando per i “Giardini sommersi” di Anzio, non possiamo che immaginarci all’interno di  uno scrigno nel quale sono custodite le bellezze che solo la natura ci sa dare e mostrare. Diversi luoghi del nostro bel paese sono degni di nota, sta a noi custodirli e valorizzarli. Fate tesoro di ogni immersione. Buone bolle a tutti.

Testo di Paolo Balistreri e Simona Strada

Foto di Alberto Altomare, Antonio Colacino e Simona Strada

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