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SCHEDA DESCRITTIVA DI HOMOLA BARBATA E NOTE PERSONALI SULL'ALLEVAMENTO IN ACQUARIO

Scritto da Alberto Monteleone. Postato in Monografie ed osservazioni

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 Homola Barbata (Fabricius, 1793) è un crostaceo decapode appartenente alla superfamiglia Homolodromioidea (Worms 2001) e alla famiglia Homolidea, è l'unico rappresentante del genere Homola presente in Mediterraneo (De Angeli 2012) la sua distribuzione comprende oltre che il Mediterraneo anche le coste atlantiche del Portogallo (Falciai 1992). E' un granchio molto comune tra i 40 e 100 metri di profondità  su fondali sabbiosi e organogeni.

Il carapace è leggermente appiattito e più stretto nella parte posteriore, con i fianchi laterali verticali e appiattiti. Il rostro, corto e bifido, è seguito da una spina orbitaria interna. Il carapace è caratterizzato da una sutura membranosa che prende il nome di linea omoliana (comune a tutti gli homolidae). Il chelipede, molto lungo nel maschio, risulta più corto negli esemplari femmina. Il corpo è provvisto di numerose spine ed è ricoperto da una rada peluria. Le dimensioni massime del carapace sono all'incirca 41mm di lunghezza per 31mm di larghezza. Il colore varia da un bruno giallastro ad un arancio-rosso acceso. Le femmine sono ovigere tra Aprile e Settembre.

 

IN ACQUARIO:

L'Homola barbata è un ospite molto bello e interessante da allevare, con le opportune accortezze può essere inserito con successo in un acquario di comunità. In particolar modo ben si adatta in biotopi coralligeni e ambienti sabbiosi di profondità. Il colore, tipicamente rosso/arancio acceso, l'aspetto, la simbiosi e le abitudini ne fanno un ospite molto interessante da osservare.

 

PRELIEVO:

Questo homolide risulta molto difficile da catturare direttamente, vivendo a profondità elevate per un apneista e di abitudini prevalentemente schive e notturne; può essere osservato in natura più facilmente durante immersioni in ARA e quindi, per la normativa vigente, possiamo limitarci soltanto alla sua osservazione. Per quanto riguarda la cattura senza immersione, invece, risulta molto più facile. Viene catturato abbondantemente tramite nasse in profondità ed rimane comunemente intrappolato nei “tramagli” che, purtroppo, ne fanno vera e propria mattanza, sono destinati poi a morire inutilmente poiché privi di mercato anche se commestibili. Personalmente nel periodo estivo, in cui è più frequente mi dedico spesso, quando possibile, a recuperare vari organismi da restituire al mare, soprattutto perché in questo periodo (primavera-estate) le femmine sono ovigere e ,anche se non si tratta di una specie a rischio o minacciata, è sicuramente un bel gesto permettere a questi animali di proseguire la loro vita o quantomeno chiudere il loro ciclo riproduttivo. Una volta catturato va trasportato in vasca con le dovute accortezze, in particolare con un controllo della temperatura che personalmente consiglierei di mantenere sempre relativamente bassa (soprattutto durante viaggi lunghi), per non aggiungere ulteriore stress all'animale. Dopo l'acclimatamento può essere tranquillamente inserito in vasca.


VASCA:

I biotopi più adatti al suo inserimento sono il coralligeno o un altro ambiente di profondità. L'importante è che la vasca sia ricca di anfratti rocciosi abbastanza spaziosi per permettere al crostaceo di nascondersi durante le ore di luce. Il fondo è poco importante poiché preferisce spostarsi sulle rocce, ma un fondo a granulometria medio-fine è sicuramente ben accetto. L'illuminazione è meglio che rispetti temperature colore alte più simili all'ambiente di provenienza; anche se può ben adattarsi a situazioni di luce prolungata è di per se un organismo sciafilo.

La temperatura deve essere mantenuta entro un massimo di 22 gradi. Può “sopravvivere” anche a temperature superiori, ma personalmente ritingo, in via generale, che l'acquario mediterraneo vada sempre refrigerato per il benessere degli organismi ospitati.

 

ALIMENTAZIONE:

Alimentare gli esemplari di Homola barbata è piuttosto semplice: accetta volentieri pezzi di pesce, di gambero o di mollusco e, al momento della somministrazione del pasto, se ben ambientato è tra i primi ad accorrere e cercare il cibo sporgendosi dalle rocce e a volte nuotando persino per brevi tratti per afferrare pezzetti di alimento sospesi nella corrente. All'occorrenza può essere un valido detritivoro, scavando superficialmente tra la sabbia o nutrendosi del materiale intrappolato tra le numerose setole sparse sul carapace. La sua dieta comprende anche le macroalghe che provvede lui stesso a procurarsi in vasca se presenti. Personalmente ho notato che tra la sua dieta alghivora figurano anche alghe del genere Caulerpa.

 

COMPORTAMENTO:

L' H.barbata soprattutto se di dimensioni contenute è un ospite abbastanza pacifico e disposto a convivere con svariate specie. Nelle mie vasche ha convissuto con svariate specie di pesci e invertebrati. Qualche incompatibilità si può riscontare con gli animali più piccoli, sempre rapportati alle dimensioni del crostaceo, pesci troppo piccoli o magari non in ottima salute possono essere predati. Personalmente ho notato un aggressività nei confronti dell'anellide Branchiomma bairdi, aggressività non riscontrata su esemplari di pari dimensioni di Branchiomma luctuosum. Una caratteristica molto importante dell'Homola è la sua abitudine di portare o come protezione o ai fini mimetici alghe, cnidari o poriferi sorretti dall'ultimo paio di arti posteriori, in un rapporto che non sempre è di tipo mutalistico. Si può facilmente riscontrare questo comportamento con Anemonia sulcata, Corticium candelabrum, Eunicella cavolini, Leptogorgia sp. Ecc.. Quindi se una specie di suo gradimento è presente in vasca c'è la possibilità che venga prelevata o peggio ancora mutilata per sopperire alle necessità del granchio.


 

Foto: Alberto Monteleone

 

Bibliografia:

 Worms http://www.marinespecies.org/aphia.php?p=taxdetails&id=107262

 Falciai, L., & Minervini, R. ,1992. Guida dei crostacei decapodi d'Europa. F. Muzzio.

De Angeli , A. 2012 Nogarhomola aurorae n. gen., n. sp. (Decapoda, Brachyura, Homolidae) dell’Eocene medio dei Monti Lessini orientali (Vicenza, Italia settentrionale)

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