Ultimi articoli pubblicati

il-blennide-e-lo-squalo

Il blennide e lo squalo

di Paolo Balistreri -- Sulla riva si infrangeva la risacca ed il mare portava via granelli di Dendropoma petraeum portati via dall’abrasione del moto ondoso. Era da tanto che...Leggi tutto
biodiversity-journal-2016-7-4-907-912

Biodiversity Journal, 2016, 7 (4): 907–912

di Anna Maria Mannino1*, Stefano Donati2 & Paolo Balistreri1 -- The Project “Caulerpa cylindracea in the Egadi Islands”: citizens and scientists working together to monitor marine alien species   Scarica l'allegato...Leggi tutto
Stampa

Alicia Mirabilis

Scritto da Francesco Turano. Postato in Articoli di Francesco Turano

Valutazione attuale:  / 0

Foto di Francesco TuranoLa si potrebbe definire “regina della notte” per le sue abitudini esclusivamente notturne. Di giorno questa splendida attinia, la più bella in assoluto del Mediterraneo, si presenta contratta ed insignificante, simile nella forma ad una pigna schiacciata e totalmente inattiva. Di notte espande il suo corpo cilindrico e gelatinoso, gonfiandosi d’acqua ed ingrandendosi 10 o 20 volte rispetto alle sue dimensioni a riposo.Dall’estremità apicale del fusto si dipartono una serie di lunghi e sottilissimi tentacoli superurticanti, che col buio si scatenano fluttuando in corrente per la cattura del cibo. La delicatezza di forme e colori è unica tra tutti gli antozoi; il corpo si presenta striato e cosparso di ghiandole scure, solitamente brune, ma anche arancioni, bianche e persino nere. La base presenta un disco pedale, tipico di ogni attinia, che in questo caso viene utilizzato più spesso per gli spostamenti, piuttosto frequenti per un animale abitualmente sedentario.

Stampa

Alcionari mediterranei

Scritto da Francesco Turano. Postato in Articoli di Francesco Turano

Valutazione attuale:  / 0

Foto di Francesco TuranoIn Mediterraneo gli alcionari sono ridotti a poche specie, poco frequenti e di piccole dimensioni se confrontate con i parenti della fascia tropicale. Tuttavia la bellezza di questi animali non è trascurabile e l’incontro con un alcionario mediterraneo è, per un subacqueo appassionato di biologia marina o acquari, degno di nota, rappresentando un’esperienza sicuramente non comune.   

Stampa

Sott’acqua con il pesce San Pietro

Scritto da Francesco Turano. Postato in Articoli di Francesco Turano

Valutazione attuale:  / 0

Non credo che dimenticherò facilmente il giorno in cui vidi sott’acqua il mio primo pesce San Pietro. Era di notte e mi trovavo a pochi metri di profondità, durante una sosta di decompressione per una permanenza discreta sui fondali subito profondi del lido della mia città, Reggio Calabria.

Da appassionato di immersioni notturne quale sono, mi immergo sempre in ambienti freddi e bui alla ricerca di una fauna che davvero in pochi hanno il piacere di osservare dal vivo.

Stampa

Un unicorno nel mare dello Stretto

Scritto da Francesco Turano. Postato in Articoli di Francesco Turano

Valutazione attuale:  / 0

 La parola “unicorno” stimola inevitabilmente la fantasia e ci conduce diritti nel mondo di fiabe e leggende, dove cavalli bianchi assumono strane sembianze per la presenza di un lungo corno al centro del capo. Ma nel caso specifico, tra gli animali del mare è stato provvisoriamente battezzato unicorno un piccolo pesciolino tropicale della famiglia dei monacantidi, recentemente introdottosi in Mediterraneo. “Unicorno” perché anche lui è provvisto di una sorta di corno o aculeo o ancora spina (come si preferisce) proprio sul capo, anche se in realtà siamo di fronte a una modifica strutturale del primo raggio della pinna dorsale. Il suo nome scientifico è Stephanolepis diaspros (Fraser - Brünner, 1940).

Stampa

Cavallucci calabresi

Scritto da Francesco Turano. Postato in Articoli di Francesco Turano

Valutazione attuale:  / 0

 

 

 

Da piccolo, non lo dimenticherò mai, passeggiavo sul bagnasciuga con in mano un secchiello pieno d’acqua di mare e seguivo mio padre che nuotava con maschera e tubo (il tubo è quello che oggi chiamiamo aeratore di superficie o snorkel) vicino alla riva; ogni tanto, con qualche breve apnea, un paguro, un piccolo polpo o un cavalluccio marino, appena catturato, veniva delicatamente trasferito con le mani nel mio secchiello, per soddisfare la mia grande curiosità. Tra le tante sorprese, l’ippocampo era il mio preferito. Il secchiello lo avrebbe ospitato per alcuni minuti, quanto sarebbe bastato per osservare la strana creatura. Non posso negare che qualche volta ci scappò il cadavere, vuoi per eccesso di manipolazione da parte di un bimbo appassionato come me, vuoi per la mancanza di una vera coscienza ecologica. All’inizio degli anni settanta il mare dello stretto era densamente popolato da una sorprendente fauna marina e i cavallucci erano diffusissimi.

Stampa

Astrospartus: stella gorgone

Scritto da Francesco Turano. Postato in Articoli di Francesco Turano

Valutazione attuale:  / 0

Foto di Francesco Turano Quando si parla di echinodermi, ossia di quel gruppo di animali del mare solitamente dotati di “spine sulla pelle”, si fa riferimento generalmente ai ben noti ricci e alle stelle di mare. Pochi sanno che invece fanno parte di questa famiglia anche i crinoidi (o gigli di mare), le oloturie (o cetrioli di mare) e infine un particolare tipo di “stelle”, se proprio così le vogliamo definire, dette ofiure o, più comunemente, stelle serpentine.

Come le stelle, le ofiure sono costituite da un corpo centrale sul quale si innestano alcune braccia, ma vi sono differenze piuttosto nette tra le due classi e alcune sono facilmente evidenziabili anche a un esame superficiale.

Questo sito utilizza cookie. Continuando a consultare AMM, acconsenti all'utilizzo dei nostri cookie.