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Biodiversity Journal, 2016, 7 (4): 907–912

di Anna Maria Mannino1*, Stefano Donati2 & Paolo Balistreri1 -- The Project “Caulerpa cylindracea in the Egadi Islands”: citizens and scientists working together to monitor marine alien species   Scarica l'allegato...Leggi tutto
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Report Progetto "Caulerpa cylindracea Egadi Islands"

di Paolo Balistreri -- Il 31 agosto 2016 si è concluso il Progetto "Caulerpa cylindracea Egadi Islands" di scienza partecipata, inerente il monitoraggio dell'alga verde invasiva...Leggi tutto
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Un’alga pericolosa: la Caulerpa taxifolia

Scritto da Rossella Stocco. Postato in Geologia e biologia marina

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caulerpa_taxifoliaVolevo parlarvi di un’alga diventata ormai pericolosa per i nostri fondali: la Caulerpa taxifolia.

La Caulerpa taxifolia è un’alga dall’alto potere infestante, un pò come l’edera sui nostri muri, che da qualche anno ha invaso i nostri fondali. Questa alga non è propria delle nostre zone, è una specie alloctona, introdotta nel Mediterraneo accidentalmente e diffusa su vasta scala grazie alle ancore delle navi, a cui restano attaccate per poi disperdersi lungo il tragitto. Infatti la Caulerpa taxifolia si riproduce per frammentazione, e questo rende difficile un qualsiasi controllo sulla sua espansione.

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Side scan sonar

Scritto da Dott.ssa Rossella Stocco. Postato in Geologia e biologia marina

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01Volevo introdurre il discorso su uno strumento ormai di largo uso in geologia marina, sto parlando del side scan sonar.

Fu sperimentato per la prima volta tra il 1950 e il 1960 dal Professore Harold Edgerton nei laboratori di oceanografia di Hudson. Questo strumento venne dapprima utilizzato dalla marina americana, poi trasformato in un eccellente alleato per l'individuazione di relitti, solo dopo qualche anno fu utilizzato per lo studio dei fondali.

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Parametri geologici e fisici del tratto di costa compreso tra Torre del Greco e Castellamare di Stabia

Scritto da Rossella Stocco. Postato in Geologia e biologia marina

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castellammareIl litorale compreso tra Torre del Greco e Castellamare di Stabia presenta una geologia mista, in quanto si trova sia a contatto con la Penisola Sorrentina, di origine calcarea, che della Piana di Napoli, formata prettamente da depositi vulcanici e alluvionali.
 
I sedimenti di colmamento della piana che affaccia sulla zona in esame sono rappresentati da sabbie litoranee, limi, torbe del fiume Sarno ed in quantità predominante dai prodotti vulcanici del complesso Somma - Vesuvio.
Il litorale, molto antropizzato, è formato da spiaggia con granulometria ghiaiosa-sabbiosa.
 
 

Da studi attuati recentemente si è potuto evidenziare un’erosione sistematica della costa, dovuta principalmente all’antropizzazione e alla disfunzione che si viene a formare, tra materiale apportato dai fiumi e quello asportato dalle correnti.

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Parametri geologici e fisici della zona antistante il Cilento

Scritto da Dott.ssa Rossella Stocco. Postato in Geologia e biologia marina

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cilentoLa zona in esame, il cilento (compresa tra approssimativamente tra il golfo di Salerno e il golfo di Policastro, nella zona meridionale della regione), presenta una morfologia varia, formata da montagne e pianure, che si affacciano sul Tirreno con falesie e piccole spiagge.

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Parametri geologici e fisici del Golfo di Salerno

Scritto da Dott.ssa Rossella Stocco. Postato in Geologia e biologia marina

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golfo_salernoNel Golfo di Salerno si affaccia, per circa sei Km di litorale, la città capoluogo di Provincia, con i suoi porticcioli turistici e il porto commerciale, dove attraccano anche le navi da crociera ed i traghetti per la Costiera Amalfitana.

Salerno di estende parallelamente alla costa, con un lungomare rettilineo. Può vantare una varietà di paesaggi, avendo a Nord la Costiera Amalfitana, con le sue coste rocciose, le grotte, e le piccole spiaggette, a Sud lunghi arenili che finiscono poi nel Cilento, dove si hanno di nuovo coste rocciose e splendide conche.

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Parametri geologici e fisici della zona di litorale compresa tra Licola e l’Isolotto di S. Martino

Scritto da Dott.ssa Rossella Stocco. Postato in Geologia e biologia marina

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licola1La zona in esame presenta una geologia particolareggiata. Fa parte dell'area individuata col nome di Campi Flegrei, nota per la sua genesi vulcanica e per i fenomeni di vulcanismo ancora presenti. Questo significa anche che il rischio sismico qui è medio, ma si abbassa avvicinandosi a Licola e alla foce del Volturno.

Attraverso uno studio stratigrafico è stato possibile definire quattro cicli di formazione dell'area flegrea: al primo ciclo appartiene la formazione dell'Isolotto di S. Martino, formatosi, insieme con Procida, circa 35.000 anni fa.

Il resto della zone di nostro interesse risale molto più avanti negli anni, circa 10.000 anni fa.

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Parametri geologici e fisici del litorale della costiera amalfitana

Scritto da Rossella Stocco. Postato in Geologia e biologia marina

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costiera_amalfitanaAnalizzando la Geologia della Campania, si nota subito come la Penisola Sorrentina spicchi per la diversità geologica dai terreni circostanti.

Le rocce che la formano sono per lo più dolomie e calcari originatesi nelle acque della laguna antistante la Tetide, l'immenso oceano scomparso.

Un ambiente molto simile a quello delle Bahamas, dove i fanghi si accumularono ispessendo e formando quella che oggi è la penisola Sorrentina.

Il paesaggio così frastagliato e scosceso della Costiera Amalfitana lo si deve ai grossi fagliamenti che durante il Quaternario, portarono al collasso del Golfo di Salerno, facendone un'appendice del bacino del Tirreno.

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