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Il blennide e lo squalo

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Le schede di Marco Angelozzi gentilmente concesse ad AMM da www.prionace.it

 

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SQUALO DI GROENLANDIA

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“Sonnolento con la testa piccola”.. è questo il significato del nome scientifico Somniosus microcephalus, ma in realtà lo squalo della Groenlandia si rivela tutt’altro che una pigra e lenta creatura abissale. Anche per questo animale infatti, sono possibili, a dispetto del suo nome, potenti e veloci scatti per catturare le prede e resistenza e tenacia nella caccia.

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I sette sensi degli squali

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isurusoxyrinchus1Gli squali possiedono gli stessi sensi dell'uomo, più altri due a noi sconosciuti, che sono la capacità di percepire i campi elettrici e le onde di pressionediffuse in acqua.

Gusto: il senso del gusto negli squali è assicurato dalla presenza, nella bocca, ma anche sulla superficie della loro pelle, di papille gustative simili a quelle umane. Lo squalo quindi, può utilizzare questo senso anche con il semplice contatto della superficie corporea.

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Lo squalo mako

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isurusoxyrinchus2“Era un grossissimo pescecane Mako fatto per nuotare veloce come il pesce più veloce del mare ed era bello in ogni sua parte tranne nelle mascelle.., con l’alta pinna dorsale che fendeva l’acqua senza vibrazioni. Dentro il doppio labbro chiuso dalle mascelle, tutte le otto file di denti erano inclinate verso l’interno.., e avevano bordi taglienti affilati come rasoi su tutt’e due i lati. Questo era un pesce fatto per nutrirsi di tutti i pesci del mare tanto veloci e forti e ben armati da non conoscere altri nemici.”                 

Ernest Hemingway  “Il vecchio e il mare”, 1952
 

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Anatomia degli squali - parte 2

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squalo12In questa pagina viene illustrata la morfologia esterna dello squalo. Passate con il mouse sopra l'esemplare che vedete qui sotto raffigurato e premete sulle singole parti del corpo:
vi apparirà una minuziosa descrizione, buon divertimento..
Ricordate di visitare anche la pagina delle domande sugli squali.

PINNE DORSALI: 
Le pinne dorsali degli squali, come suggerisce il termine, sono situate sul dorso dell'animale e generalmente sono due, di forma e dimensioni diverse a seconda delle abitudini di vita delle singole specie. Negli squali bentonici, che vivono a stretto contatto con il fondo, esse sono più arretrate, mentre in quelli più attivi, generalmente pelagici, si trovano in posizione più avanzata. Possono avere forma triangolare, arrotondata, trapezoidale e dimensioni molto varie, con la prima dorsale quasi sempre più grande della seconda. In molte specie il loro aspetto può avere un importante valore sistematico per il riconoscimento dell'ordine e della famiglia dello squalo. Le pinne dorsali sono sostenute da uno scheletro interno cartilagineo. Esso è costituito da cartilagini basali, più o meno vicine alla colonna vertebrale e cartilagini radiali, collegate a raggi fibrosi che devono sostenere la porzione più espansa della pinna. In questo modo le pinne acquisiscono robustezza ed elasticità, caratteristiche indispensabili per un corretto movimento ed equilibrio dello squalo.

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Anatomia degli squali

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In questa pagina viene illustrata l'ANATOMIA INTERNA degli squali.

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Nella bocca dello squalo è presente la lingua, mentre non ci sono ghiandole salivari. L'esofago è abbastanza largo ma breve e termina con lo stomaco. Quest' ultimo è largo, estendibile ed in genere a forma di U. L'intestino, semplice e dritto, presenta dei rilievi della parete interna (valvola spirale, di varie forme) che aumentano di molto la superficie assorbente. Le sostanze di rifiuto escono all'esterno attraverso la cloaca, che è una apertura comune per il sistema urinario, digerente e riproduttivo.

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Squalo elefante

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squalo_elefante0Lo squalo elefante (Cetorhinus maximus) è uno dei tre squali attualmente conosciuti, insieme allo squalo grande bocca (Megachasma pelagios) ed allo squalo balena (Rhincodon typus), che nuota con la bocca spalancata filtrando migliaia di litri di acqua ogni ora, per estrarre il plancton di cui si ciba.

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Chimaera monstrosa

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chimaera_monstrosa_1“Mostro favoloso col corpo di capra, testa di leone e coda di serpe, il quale era immagine dei fenomeni vulcanici frequenti nella Licia e che perciò immaginavasi gettar fiamme dalla bocca.”
“Cosa non vera, che pare, ma non esiste come non esiste la mostruosa Chimera..”

Sono queste le definizioni del termine CHIMERA, la prima descrive un mostro mitologico immaginario e l’altra ricorda come questa parola sia sinonimo di qualcosa che non esiste.

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Lo spiracolo

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In questo articolo, dopo una breve introduzione riguardo i due tipi di respirazione caratteristici degli squali, viene descritto lo spiracolo, un piccolo foro posto dietro l’occhio di questi animali, la cui apertura/chiusura è azionata da un muscolo involontario. Nel breve articolo l’autore espone la sua opinione sulla funzione di questa apertura e riflette sul motivo per cui soltanto alcuni squali sembrano possederla, di forma e dimensioni diverse, mentre in altre specie non è chiaramente visibile.

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Prionace glauca

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Lo squalo blu o verdesca è l'unica specie del genere Prionace ed appartiene alla famiglia Carcharhinidae. E' uno dei pochi squali conosciuti ad essere diffusi praticamente in tutti i mari temperati, tropicali e subtropicali del pianeta, in acque pelagiche (d’alto mare) ma anche costiere.
(questo animale era ben conosciuto già in antichità, basti pensare che nel secondo secolo d. C. il greco Oppiano scrisse il poema Alieuticà, all’interno del quale mise in versi una originale leggenda che ha come protagonista lo squalo Prionace glauca)

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