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Lo spiracolo

Scritto da Marco Angelozzi. Postato in Le schede di Marco Angelozzi

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In questo articolo, dopo una breve introduzione riguardo i due tipi di respirazione caratteristici degli squali, viene descritto lo spiracolo, un piccolo foro posto dietro l’occhio di questi animali, la cui apertura/chiusura è azionata da un muscolo involontario. Nel breve articolo l’autore espone la sua opinione sulla funzione di questa apertura e riflette sul motivo per cui soltanto alcuni squali sembrano possederla, di forma e dimensioni diverse, mentre in altre specie non è chiaramente visibile.

 

La respirazione negli squali avviene attraverso il contatto fra l’acqua ed il sangue delle lamelle branchiali di questi animali.
A questo livello avviene lo scambio gassoso tra l’ossigeno contenuto nell’acqua, che viene rilasciato e diffuso in tutti gli organi dello squalo, e l’anidride carbonica, che viene eliminata all’esterno dell’organismo. Affinchè possano avvenire questi scambi lo scorrimento dell’acqua attraverso le branchie deve essere continuo, altrimenti lo squalo rischierebbe la morte per asfissia.


In questi animali le modalità di respirazione sono due, legate alle caratteristiche delle singole specie. Gli squali pelagici, che nuotano in alto mare, devono muoversi in continuazione, anche durante il sonno, con la bocca semi aperta per permettere il passaggio continuo dell’acqua e l’ossigenazione delle branchie.
Gli squali bentonici invece, che nuotano a stretto contatto con il fondo, possono anche rimanere fermi per lunghi periodi, aspirando l’acqua con la bocca e spingendola forzatamente attraverso le branchie.

Un componente collegato alla respirazione degli squali è lo SPIRACOLO, un piccolo foro posto dietro l’occhio di questi animali la cui apertura/chiusura è collegata
all’azione di un muscolo involontario.
Lo spiracolo viene utilizzato dallo squalo come una pompa, per aspirare l’acqua ossigenata e spingerla poi verso le branchie, integrando l’azione della bocca.

Nelle specie bentoniche questa apertura risulta di maggiori dimensioni e quindi più funzionale, ma sembra essere utilizzata sempre come un elemento aggiuntivo a disposizione per una respirazione più efficace.
L’utilizzo dello spiracolo risulta particolarmente utile allo squalo quando la bocca dell’animale si trova a stretto contatto con il fondale, evitando in questo modo l’entrata di inutili sedimenti e detriti.
In molti squali pelagici lo spiracolo è generalmente di dimensioni minime e non sembra avere alcuna funzione, soprattutto in proporzione alla massa degli animali in cui è presente ed è probabilmente il residuo di una comune evoluzione.
(Lo spiracolo invece è molto grande nelle razze, “parenti stretti” degli squali ed utilizzato al posto della bocca per aspirare l’acqua ed ossigenare le branchie)

Anche in esemplari di notevoli dimensioni di squalo bianco (Carcharodon carcharias) e squalo tigre (Galeocerdo cuvier) è stata evidenziata la presenza dello spiracolo ma esso risulta di dimensioni tali, quasi invisibili a occhio nudo, da non far pensare ad alcuna funzione legata alla respirazione.
L’origine di questa apertura si ha dalla trasformazione di una fessura branchiale posta tra la mascella e l’arco ioideo della mandibola dei pesci cartilaginei e probabilmente esso è presente in tutte le specie di squalo oggi conosciute.

  

Evoluzione della mascella di Vertebrati. La fessura branchiale tra la
mandibola e l’arco ioideo si trasforma in spiracolo

Dall’analisi anatomica di alcuni esemplari, soprattutto pelagici, lo spiracolo non risulta però visibile, e si può quindi supporre che questa apertura possa perdere il contatto con l’esterno chiudendosi con un lembo di tessuto.
Questa ipotesi spiegherebbe il motivo per cui in numerose specie di squalo lo spiracolo è chiaramente visibile, mentre in altre è assente l’apertura con l’esterno ma è probabilmente presente la modificazione anatomica interna a livello mascellare

 

Marco Angelozzi - www.prionace.it
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