Ultimi articoli pubblicati

biodiversity-journal-2016-7-4-907-912

Biodiversity Journal, 2016, 7 (4): 907–912

di Anna Maria Mannino1*, Stefano Donati2 & Paolo Balistreri1 -- The Project “Caulerpa cylindracea in the Egadi Islands”: citizens and scientists working together to monitor marine alien species   Scarica l'allegato...Leggi tutto
report-progetto-caulerpa-cylindracea-egadi-islands

Report Progetto "Caulerpa cylindracea Egadi Islands"

di Paolo Balistreri -- Il 31 agosto 2016 si è concluso il Progetto "Caulerpa cylindracea Egadi Islands" di scienza partecipata, inerente il monitoraggio dell'alga verde invasiva...Leggi tutto
Stampa

Malacologia alla Casa Museo Matteo Sercia

Postato in News dal Med

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 
Stampa

targa-_Foto_di_Gabriele_Sercia

Dalla passione per la malacologia da parte del Sig.re Gabriele Sercia, e vista le tante bellezze che si accumulavano nei cassetti , si è deciso di condividere con chi vuole avvicinarsi ad un mondo sconosciuto, o quasi, un insieme di organismi di estrema bellezza e importanza, ecologica e biologica, cercando di donargli vita eterna attraverso racconti, che si miscelano con la scienza, religione, usi e costumi e credenze popolari. Il Sig.re Gabriele Sercia è il fondatore dell'Associazione No Profit Casa Museo Matteo Sercia.

Orari di visita: Lunedi - Mercoledi e Domenica: 17:00 - 19:00 / 21:30 - 23 Martedi - Giovedi - Venerdi : 17:00 - 19:00 / 21:30 - 23:00 Sabato: 17:00 - 19:00

Il Museo è ad ingresso gratuito

 

Prima sala

La Casa Museo ci accoglie con una panoramica sul mondo marino con due vetrine dove sono esposti numerosi esemplari appartenenti a gruppi diversi. Da una semplice osservazione è facile capire quale moltitudine di bellezze sconosciute a molti si cela alle diverse profondità marine.

 

DSCF1442

Fig.1. Le vetrine della prima sala.

Tra gli esemplari esposti nella prima vetrina, vi sono dei rappresentati di ricci marini appartenenti al Mare Nostrum, quali: Arbacia lixula (Linnaeus, 1758), Paracentrotus lividus (Lamarck, 1816), forse più comuni agli occhi di chi si accinge alla raccolte dei ricci ed inoltre è presente Spaerechinus granularis (Lamarck, 1816). Nella vetrina è collocato anche qualche esemplare di riccio irregolare fossile. l'Heterocentrotus mammillatus (Linnaeus, 1758), comunemente chiamato Riccio Matita per la presenza di aculei maggiori morfologicamente simili a delle matite, ci porta invece rapidamente lontano dai nostri mari ed esattamente ci troviamo tra le barriere coralline. Sempre nell'ambito degli Echinodermi, passiamo alla conoscenza di alcune stelle marine tra cui l' Acanthaster planci (Linnaeus, 1758), nota anche come "Stella corona di spine" . Tra gli altri individui presenti in questa teca vi sono anche diversi crostacei come: Palinurus elephas (Fabricius, 1787), Calappa granulata (Linnaeus, 1758) , detto Granchio Melograno e Dromia personata (Linnaeus, 1758) .

DSC_0285

Fig.2. Palinurus elephas (Fabricius, 1787), Calappa granulata (Linnaeus, 1758)

Tra i pesci vi sono: Rhinobatos rhinobatos (Linnaeus, 1758 ), detto anche Pesce Violino ed il Pesce Diavolo che ci permettono di conoscere delle credenze popolari, non sempre basate su verità scientifiche. Collocati in un secondo ripiano, vi sono pesci ossei appartenenti ai Triglidae ed un Pesce Pietra che appartiene agli Scorpenidi, proprio come i nostri scorfani. Esattamente come il nostro Scorfano, il Pesce Pietra presenta una ghiandola velenifera sotto il primo raggio della pinna dorsale. Come in precedenza, anche in questa vetrina sono presenti dei crostacei non appartenenti al Mediterraneo. Il Birgus latro (Linnaeus, 1758) non passa di certo inosservati.

 

DSCF1450

Fig.3. Birgus latro detto anche ladro delle palme.

Seconda sala

In questa sala ci immergiamo nel mondo della malacologia, dove ci attendono degli splendidi esemplari provenienti sia dal Mediterraneo che da altre aree geografiche.

DSCF1556  DSCF1557  DSCF1558

Fig.4. Panoramica della seconda sala.

La prima teca del mondo della malacologia mediterranea ci accoglie con diversi esemplari di solito ben conosciuti ma poco apprezzati, forse perché meno variopinti rispetto ad altre conchiglie di provenienza esotica. La bellezza di questi molluschi sta nella loro semplicità morfologica che si evidenzia già osservando le diverse patelle esposte, tra cui spiccano la Patella ferruginea (Gmelin, 1791), limitate al Mediterraneo centro-occidentale e soprattutto nelle piccole isole. Tra gli esemplari con spiccata semplicità morfologica possiamo osservare anche Haliotis turbeculata lamellosa (Lamarck, 1822), sottospecie tipica del Mediterraneo. Altre conchiglie presenti in questa vetrina sono ad esempio: Charonia lampas (Linnaus, 1758), Charonia tritonis variegata (Lamarck, 1816), Rapana venosa (Valenciennes, 1846), Xenophora crispa (König, 1825), detta la collezionista di conchiglie, Bolma rugosa (Linnaus, 1758) e tanti altri esemplari di notevole interesse scientifico e legati alle credenze popolari.

DSCF1473

Fig.5. Charonia lampas lampas (Linnaus)

Questa vetrina permette di osservare alcuni dei bivalvi più comuni del Mediterraneo. Fra gli esemplari presenti, taluni sono importanti per il loro commercio, come ad esempio: Mytilus galloprovincialis (Lamarck, 1819), Callista chione (Linnaeus, 1758), Pecten jacobaeus (Linnaeus, 1758). Tra i Pectinidae vi sono diverse specie di Chlamys come Chlamys proteus (Dilleyn, 1817) e Chlamys varia (Linnaeus, 1758). Sono anche presenti altri organismi con altrettante storie interessanti come per esempio:Thracia pubescens (Pulteney, 1799),

Barbatia barbatia (Linnaeus, 1758), Pholas dactylus (Linnaeus, 1758), detto dattero bianco, Atrina fragilis (Pennant, 1777), Pinna rudis (Linnaeus, 1758), Pinna nobilis (Linnaeus, 1758) e Glossus humanus (Linnaeus, 1758).

DSC_0218

Fig.6. Chlamys sp

Terminato il nostro viaggio tra le meraviglie del Mare Nostrum, ci inoltriamo tra le acque dei mari esotici, scoprendo conchiglie utilizzate per la realizzazione di gioielli e cammei, come quelli ottenuti dalla lavorazione della Cypracassis rufa (Linnaeus, 1758). In questa prima vetrina è inoltre possibile osservare una Tibia fusus (Linnaeus, 1758),anche sezione longitudinale per apprezzarne l'accrescimento destrorso della conchiglia. Altri esemplari presenti nella teca sono: Trochus niloticus (Linnaeus, 1758), Bulla ampulla (Linnaeus, 1758), Tonna perdix (Linnaeus, 1758), Tonna dolium (Linnaeus, 1758), Pugilina morio (Linnaeus, 1758) e tanti altri.

vetrina

Fig.7. Alcuni esemplari della prima teca dedicata all'esotico

In un'altra teca, possiamo osservare invece due molluschi cefalopodi come Nautilus pompilius (Linnaeus, 1758) e Argonauta argo (Linnaeus, 1758). Il primo cefalopode ispirò lo scrittore Jules Verne nel romanzo intitolato "20.000 leghe sotto i mari". L'Argonauta argo, differentemente dal Nautilus, è una falsa conchiglia essendo in realtà una teca costruita dal solo individuo femmina per proteggere e trasportare le ooteche (uova) . Oltre questi cefalopodi sono presenti in teca dei gasteropodi come: Turbo petholatus (Linnaeus, 1758), Turbo argyristoma (Linnaeus, 1758). Le altre teche dedicate all'esotico accolgono esemplari come specie appartenenti ai generi Haliotis e Conus, insieme a Patella testudinaria (Linnaeus, 1758), Patella longicosta (Lamarck, 1819), Cassis cornuta (Linnaeus, 1758), Vermicularia spirulata (Philippi) e ad altri esemplari ci accolgono in questa vetrina con una serie di entusiasmanti variegature di colori, facendoci apprezzare la straordinaria bellezza della natura. La varietà cromatica delle Cypraea, presente in un'altra vetrina della sala, non è di certo inferiore alla bellezza dei colori dei Conus presenti nella vetrina precedente o alle variazioni morfologiche presenti nelle Lambis. Nell'ultima teca dedicata alla malacologia marina vi sono diversi esemplari di bivalvi tra cui Chlamys, Pecten ed altri ancora come Corculum cardissa (Linnaeus, 1758),Tridacna squamosa (Lamarck, 1819), Spondylus regius (Linnaeus, 1758), Lopha cristagalli (Linnaeus, 1758).

DSCF1517

Fig.8. Due esemplari di Corculum cardissa esposti in vetrina.

 

Terza stanza ed ultima vetrina del nostro breve tour virtuale

La malacologia terrestre e dulciacquicola ci proietta in uno scenario del tutto diverso dai precedenti, ma di certo di non meno bellezza e interesse; probabilmente molti conoscono meglio gli ambienti marini perché maggiormente trattati nei testi divulgati.

DSCF1435   DSCF1436   DSCF1441

Fig.9. Vetrina dedicata alla malacologia terrestre e dulciacquicola, particolari del secondo ripiano e alcuni esemplari di Rhiostoma.

La presente vetrina offre diverse specie di Murella, Siciliaria ed Erctella, endemici della Sicilia, raccolti in due pannelli alla base della vetrina.

Paolo Balistreri

Stampa

Questo sito utilizza cookie. Continuando a consultare AMM, acconsenti all'utilizzo dei nostri cookie.