Ultimi articoli pubblicati

il-blennide-e-lo-squalo

Il blennide e lo squalo

di Paolo Balistreri -- Sulla riva si infrangeva la risacca ed il mare portava via granelli di Dendropoma petraeum portati via dall’abrasione del moto ondoso. Era da tanto che...Leggi tutto
biodiversity-journal-2016-7-4-907-912

Biodiversity Journal, 2016, 7 (4): 907–912

di Anna Maria Mannino1*, Stefano Donati2 & Paolo Balistreri1 -- The Project “Caulerpa cylindracea in the Egadi Islands”: citizens and scientists working together to monitor marine alien species   Scarica l'allegato...Leggi tutto
Stampa

Racconto di una riproduzione di Lipophrys pavo (Salaria pavo)

Scritto da Mario Loffredo. Postato in Riproduzioni ed allevamento

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 
Stampa

pavo1.jpg (34919 byte) Ritornato in Italia dopo una lunga permanenza all'estero per motivi di lavoro, essendo stato lontano dal mondo degli acquari, decisi per iniziare di nuovo, di allestire una piccola vasca di 56 lt. lordi. La vasca è arredata sulle due pareti laterali e parete di fondo con fogli di polistirolo termoformati con diverse tane autocostruite.  

 La vasca è accessoriata con 1 Neon Aquastar 10.000 K 15W, 1Filtro esterno veloce, caricato con lana, spugna, sabbia corallina e un piccolo interno e l´areatore. La vasca è arredata con pietre vive, alghe, sabbia provenienti tutti dallo stesso posto come pure i pesci. Completata la vasca l´ho lasciata funzionare per circa un mese solo con le pietre vive e le macroalghe, solo quando incominciarono a comparire le prime alghe, decisi di andare a caccia del mio blennide preferito Blennius Pavo, recatomi in un posto a nord-est dell’´isola dove c´è un fondo misto sabbia-massi e dove prima della mia partenza per l´estero ho sempre trovato questo blennide in grandi quantità. Ma questa volta dopo 6 anni il tempo della mia permanenza all’´estero, ho potuto costatare una notevole diminuzione specialmente dei maschi che sono diventati introvabili, mentre le femmine sono diminuite del 60-70 %.  Dopo molti tentativi sono riuscito a formare una coppia, la femmina di 4-5 cm e il maschio di 6-7 cm. La vasca ha i seguenti valori:   

pavo1.jpg (34919 byte)

pavo3.jpg (35678 byte)

Temp

22,6 giorno  22,1 notte

Ph

7,6 – 7,8

Densità

1027

ms

48,2

NO2

0

pavo2.jpg (34369 byte)

pavo4.jpg (51149 byte)

NO3

20 mg/l

NH3 

0

PO4 

CA

450 mg/l

KH

8 ( fine giugno)

   Devo dire che i 2 esemplari si ambientarono molto presto al nuovo ambiente tanto e vero che dopo 4-5 giorni notai il maschio nella sua bella livrea di corteggiamento corteggiare freneticamente la femmina a cui non sembravano dispiacere le attenzioni del maschio. Purtroppo il tempo per le osservazioni a mia disposizione non è molto nei posti turistici come Ischia l´estate è fatta per lavorare. Dopo altri 4-5 giorni notai che il maschio era sempre nella tana che si era scelto, agitando freneticamente le pinne pettorali e anche quando usciva per alimentarsi prendeva un boccone e fulmineamente ritornava nella sua tana e agitava le pinne ancora più velocemente di prima, penso per allontanare i succhi che espellano normalmente dalle branchie, dato che alimento i miei pesci con cibi vivi o da me stesso surgelati ancora vivi. Purtroppo non mi era possibile guardare all’interno della tana per costatare la presenza d’uova, dato il suddetto comportamento e l´aggressività con cui scacciava qualsiasi cosa che si avvicinasse alla tana, femmina compresa, la cui papilla genitale era molto sviluppata, pensai ad un avvenuta deposizione nonostante il tempo passato seduto davanti all’acquario approfittando d’ogni momento libero dal lavoro non riuscivo a vedere la femmina entrare nella tana del maschio, finalmente un pomeriggio durante le mie osservazioni vidi la femmina uscire dalla tana del maschio, adesso ero sicuro dell’avvenuta deposizione. Le deposizioni avvenivano piú o meno a distanza di 2-4 giorni l´una dall’´altra, il mio unico indizio per poter stabilire la distanza delle deposizioni (dato che il tempo per le osservazioni diminuiva) era l´addome gonfio o sgonfio della femmina.Un altra cosa che o potuto osservare  sembra che sia il maschio a decidere il momento della deposizione visto che la femmina con il ventre evidentemente gonfio si avvicinava alla tana del maschio con chiara intenzione di volere entrare,veniva continuamente scacciata dal maschio. Un altra cosa interessante é la deposizione di un grappolo d´uova circa 70 regolarmente fecondate all’´esterno della tana, ovvero dietro al filtro interno (scoperte per caso) e alle quali né il maschio né la femmina dedicavano alcun tipo di cure, e sono ammuffite dopo circa 4-5 giorni dalla mia scoperta. Invece le uova del nido si sono schiuse dopo circa 12-14 giorno piú giorno meno il numero delle larve era circa 40-50, a questo punto armatomi di una siringa da 10 ml alla quale avevo applicato all’´estremistá un tubicino rigido di circa 20 cm e all’´estremistá del tubicino rigido un pezzetto di 3 cm di tubicino siliconico per aereatori, ed ho incominciato ad aspirare delicatamente, le larve una per una mi ci sono volute 2 ore per catturarli tutti e trasferirli in una vaschetta di plexiglas della capacità di 10 lt, con filtro sottosabbia precedentemente preparata contenente la stessa acqua della vasca. Il trasferimento é avvenuto senza nessun danno per le larve, cosa da me temuta vista l´esile struttura delle larve. Superato il primo ostacolo del trasferimento, rimaneva da risolvere il problema dell’´alimentazione, scartate le naupili d’artemia perché troppo grandi per la minuscola bocca delle larve, pensai al cibo liquido che usavo per alimentare i naupili d’artemia ma non lo accettavano. Allora provai con l´acqua marina naturale, sperando che contenesse abbastanza nutrimento per sostenere le larve.   Cosi cambiavo 2 lt d´acqua al mattino e 2 lt la sera con acqua appena prelevata in mare, naturalmente in luoghi puliti. Quindi toglievo i 2lt d´acqua dalla vaschetta e facevo gocciolare lentamente tramite un tubicino l´acqua nuova per paura di uno schoc osmotico. Con questo sistema sono riuscito a tenere in vita le larve per 6 giorni dopo di che sono iniziate a morire in massa. A questo punto ho incominciato a controllare l´acquario anche di notte cosa che si é rivelata positiva perche tutte le schiuse si sono verificate di notte. Alla seconda schiusa ho avuto piú fortuna trovandomi proprio nel momento in cui le larve lasciavano il nido, mentre la prima volta avevo trovato le larve gia in vasca. La seconda schiusa si é verificata a distanza di 5 giorni, le larve uscivano dal nido e nuotavano velocemente verso la superficie, pensai fossero attratte dalla luce cosi la spensi e illuminavo solo l´uscita del nido con una piccola torcia e le larve si dirigevano ugualmente in superficie. Riaccesi la luce e incominciai a raccogliere le larve con il sistema descritto prima, a questo punto un altra sorpresa, una femmina di Palaemon serratus (gli unici altri ospiti della vasca) si liberava dei suoi piccoli a quel punto la vasca era un brulicare di piccoli esserini che nuotavano qua ed elá. Cosi incominciai a raccogliere anche i piccoli gamberetti, cercando d’essere piú veloce della femmina di Blennius che gli dava letteralmente la caccia indifferentemente sia ai piccoli di Palaemon sia alle sue stesse larve, mentre il maschio era inamovibile nel suo nido. Raccolte le larve di Blennius circa 40 e parte dei gamberetti li misi in un una seconda vaschetta e pensavo a come alimentarli. Un amico mi disse che l´unica soluzione erano i rotiferi (io non n’avevo mai sentito parlare) e non avevo idea di dove cercarli. Cosi provai ad alimentare le larve con degli infusori ma senza successo dopo solo 4 giorni anche la seconda schiusa era perita.
Stampa

Questo sito utilizza cookie. Continuando a consultare AMM, acconsenti all'utilizzo dei nostri cookie.