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FitoPlancton e Zooplancton - Integrazioni e coltura

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Allevare al meglio il fitoplancton e lo zooplancton per integrare al meglio il nostro sistema acquario

Ciao a Tutti gli acquariofili di questo freddo mondo acquatico!
Sono Davide, e su invito di un vostro socio sono lieto di esporre la mia esperienza nella coltura di fitoplancton e zooplancton.
Il mio approccio con questi organismi è iniziato quando il docente accolse la mia richiesta di fare una tesi sull'apparato digerente del pesce pagliaccio. Il progetto fu cambiato, purtroppo in fase di lavoro, poichè non ottenni nei tempi utili, gli avannotti di pesce pagliaccio (Amphiprion ocellaris) necessari alla ricerca. Tre mesi dopo laureato, non sapevo più dove mettere le piccole larve!
Grazie a contatti universitari riuscii ad ottenere, con non poche difficoltà, gli organismi da allevare, che sarebbero serviti come fonte alimentare per gli avannotti.



La base di tutto, il fitoplancton.
Anche se vediamo l'acqua del mare molto limpida, contiene sempre minuscolo cellule vegetali che, con l'aiuto del sole, si moltiplicano, crescono, e arricchiscono l'acqua di ossigeno, sottraendo nel contempo anidride carbonica all'atmosfera. Questi vegetali sono la base alimentare di tutto ciò che vive e cresce in mare. Le microalghe che costituiscono il fitoplancton sono di moltissimi generi differenti ed hanno sia dimensioni, che movimenti che composizioni differenti.
I generi che possiamo allevare in ambiente domestico, senza eccessivi problemi sono: Nannochloropsis sp. (solitamente N. salina, N. oculata; tra le due specie c'è un abisso a livello ni caratteristiche nutrizionali) e Tetraselmis sp. (anche di questa sono disponibili varie specie, ma solitamente non la si conosce esattamente). Esistono tuttavia altri generi, molto importanti a livello commerciale e nutrizionale, ma offrono eccessivi problemi di crescita e stabilità della coltura per il nostro ambiente di lavoro, la nostra casa.
Le differenze che voglio segnalarvi tra le due alghe da me considerate sono

- la dimensione, la tetra è 5*7 um, mentre la Nannochloropsis è 4*4 um (1 um micrometro è 1/1000 di millimetro)
- la presenza nella Tetraselmis di un flagello, una piccola estensione che permette il movimento dell'alga, assente nella NANNO.
- le temperature minime e massime per una coltura ottimale sono per entrambe 22-26°C
- le condizioni di coltivazione per una coltura pura sono essenziali per la tetra, ma non indispensabili per la nanno. Questa solitamente prende il sopravvento sulle altre specie.
- la composizione del fertilizzante da seguire differisce leggermente, per la Nannochloropsis si segue la formula ARD2, mentre per la Tetraselmis è consigliabile la formula ENW (entrambi nomi commerciali)


Accessori necessari:

- un contenitore trasparente sviluppato in altezza, una bottiglia di vetro o plastica da 1,5-2 litri è ottima per iniziare
- una fonte luminosa, dal sole a una lampada a risparmio energetico (900-1200 lumen)
- un aeratore, piccolo, basta che possa insufflare aria nel contenitore
- tubi rigidi e flessibili, valvole di regolazione, valvola di non ritorno
- NON serve alcuna porosa o diffusore.
- Acqua trattata con impianto ad osmosi inversa
- sale sintetico 30-33 grammi per litro
- fertilizzante adatto al genere di alga da allevare


Preparazione della soluzione:
Consideriamo che una volta avuto il prodotto iniziale, di solito lo si può acquistare in coltura liquida (o in Gel), bisogna seguire alcune precauzioni. Il volume della coltura può essere solo raddoppiato, eccedere in questa fase può portare a problematiche di crescita a bassa densità di cellule oppure allo svilupparsi di organismi indesiderati. Quindi, se abbiamo a disposizione 500 ml (1/2 litro) possiamo aggiungere altri 500 ml. Lasciamo crescere la coltura fino al raggiungimento della stesso intesità di colore del prodotto originale (mediamente 5-7 giorni) e poi effettuaiamo una nuova diluizione, questa volta con un litro di coltura (volume totale senza utilizzo 2 litri)
La soluzione si va a preparare con acqua osmotica, sale (30gr litro), e fertilizzante (1 ml/litro). L'aggiunta del fertilizzante avviene solo pochi istanti prima dell'inserimento della coltura matura, in modo da rendere disponibile vitamine e sali in forma non ossidata (cosa che avverrebbe se introducessimo il fertilizzante insieme al sale)
La coltura così preparata la si lascia in fronte alla fonte luminosa almeno 4-6 giorni, prima di prelevarne una parte per utilizzo o per la nuova diluizione. Alcune volte conviene filtrare le colture ed il momento migliore per farlo è quello della diluizione, in modo da non filtrare l'intera coltura (esempio se ne utilizzo la metà per alimentazione). Il supporto che utilizzo è reperibile in tutti i supermercati, sono dei semplici filtri in carta per la macchina da caffè americano, a mio avviso funzionano in maniera corretta per questo genere di alghe.
Prima di iniziare la coltura dello zooplancton consiglio di raggiungere un volume non inferiore ai 5-8 litri di fitoplancton, poichè la coltura dello zooplancton (suprattutto i rotiferi) consumano moltissima coltura.

Possibili problemi:
La coltivazine del fitoplancton fin qui descritta è da me attuata da svariati anni, e senza incorrere in collassi o perdite inaspettate. Alcune volte tuttavia, ho avuto crescite stentate o contenitori interi consumati (si sono mangiati le alghe) da ciliati o rotiferi. Per i ciliati non c'è molto da fare, sbalzi di temperatura possono innescare la loro proliferazione, e se non si filtra a coltura, come descritto sopra, non si ha la possibilità di salvarla. Molte volte anche con la filtrazione non si riesce a salvarne che una piccola quantità. La crescita di rotiferi avviene invece per errore umano, almeno nel mio caso. Le mie colture fi fitoplancton e zooplancton condividono lo stesso spazio. Qualora un accessorio venga distrattamente appoggiato o inserito da una coltura di zoo in una coltura di fitoplancton la crescita del primo organismo sarà eccezionale, ma devasterà la coltura di fitoplancton privandocene.

Lo Zooplancton

per zooplancton si intende tutto ciò che è un animale non ingrado di opporsi alla corrente marina, sono zooplancton i rotiferi, i copepodi, larve di moltissimi pesci ed invertebrati e... anche le meduse!
La mia esperienza si basa su una equivalente conduzione di zooplancton costituito da rotiferi marini del genere Brachionus. Ho provato ad allevare copepodi, ma i risultati sono stati scadenti. Con Artemia sp. ho avuto successo svariate volte, sia nella schiusa che nell'accrescimento, ma non è il caso di allungarsi oltre su questo animale.
I rotiferi hanno dimensioni inferiori a 200 micron, sono cmq "ben" visibili ad occhio nudo. Il metodo migliore di avere dei rotiferi è in forma di cisti dormienti, esattamente come quelle dell'artemia, ma 3000 cisti non sono più grosse di una capocchia di spillo! Altro metodo è la solita coltura viva.
il rotiero può riprodursi per due vie, quella sessuale (che non ci interessa ed è complessa da seguire) e quella assessuata, che ci fa un ottimo servizio di produzione di zoop. In questa riproduzione, la femmina non necessita del maschio per produrre le uova. La femmina produce un numero compreso tra 1 e 5 uova che nell'arco di 6-8 ore schiude dando origine ad un esemplare femmina identico al genitore. La crescita della coltura è, come ben comprenderete esponenziale, da un singolo esemplare si possono raggiungere in breve tempo milioni di esemplari identici al primo. La coltivazione di questo zooplancton è semplice, preso del fitoplancton, andiamo ad inserire un po di animali e lasciamo crescere nelle stesse condizioni in cui avevamo solo il fitoplancton. La coltura di fitplancton anzichè scurirsi, tenderà a diventare trasparente ed al posto delle alghe avremo i rotiferi in quantità. Il consumo di fitoplancton come già detto è elevato e se non adeguatamente preparati, possiamo rischiare di perdere l'intera coltura per fame! I rotiferi non sono grossi, quindi non hanno riserve ed una carenza alimenare protratta per più di 5 giorni può essere fatale.
Per i copepodi non vi posso dare info, poichè la mia coltura non ha avuto buon esito. Il copepode ha sessi separati e i naupli attraversano moltissime fasi larvali che occupano un tempo totale vicino ai 30 giorni, periodo nel quale mangiano e basta! La mia coltura di copepodi è rmasta stabile come popolazione per circa 3 mesi, per poi scomparire all'improvviso!

L'ultima cosa!
L'importanza di fornire questi alimenti in vasca è per mantenere alta la biodiversità ed evitare la morete di molti animali delicati che possono essere mantenuti in acquario. La somministrazione di fitoplancton e zooplancton aiuta a sviluppare tutta una serie di organismi inferiori che migliorano l'ambiente acquatico delle nostre vasche, siano esse mediterranee o tropicali, favorendo la nostra conduzione e lo spettacolo della diversità delle forme viventi che possiamo osservare. Essendo vegetali ed animali vivi, non possono portare problemi di sorta come invece succederebbe con i prodotti commerciali tamponati per allungarne la conservazione.



Inserisco due schizzi fatti velocemente, con le corrette proporzioni tra le due alghe
Il trattino, come riportato sono 10 um (1/100 di millimetro)



Ulteriori info sono scaricabili da http://www.reefsnow.com oppure sul blog

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