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L’allevamento di Lysmata seticaudata

Scritto da Giovanni Verrazza. Postato in Riproduzioni ed allevamento

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Il Lysmata seticaudata è senza dubbio uno dei crostacei mediterranei più interessanti dal punto di vista acquariofilo. Ciò è dovuto sia alla sua estrema adattabilità alla vita in cattività che alla sua bellezza ed alla particolarità dei suoi comportamenti nei confronti degli altri ospiti.
Innanzitutto va precisato che l’allevamento della maggior parte dei gamberi del Mediterraneo di interesse acquariofilo non presenta particolari difficoltà. Il Lysmata seticaudata accetta infatti qualsiasi tipo di cibo di origine animale e vegetale. Lo si può allevare sia da solo che in gruppi più o meno numerosi che contribuiranno sensibilmente alla pulizia della vasca dai detriti e da eventuali organismi morti in qualche angolo nascosto. In natura è attivo prevalentemente durante le ore notturne, evitando un gran numero di predatori ed è in genere estremamente sospettoso. In acquario la situazione può essere differente nel senso che i suoi atteggiamenti saranno direttamente proporzionali alla presenza di predatori, di numerosi anfratti e di competitori alimentari. Il discorso a riguardo è estremamente interessante perché ci permette di capire come in effetti anche animali con innate abitudini notturne possano cambiarle drasticamente in cattività. Appena immesso in vasca il Lysmata cerca un anfratto che eleggerà come propria dimora almeno per i primi tempi. Nella maggior parte dei casi sparisce per giorni e addirittura per settimane (ciò accade soprattutto in vasche ampie che ne ospitano un numero limitato) per poi riapparire quando ormai si erano perse le speranze di rivederlo. In ogni caso la vasca ideale deve essere ricca di anfratti che ne garantiscano una ritirata strategica in ogni momento con varie vie di fuga esattamente come in natura. Se poi si ha la fortuna di ospitare qualche gorgonia lo si potrà osservare stazionare sui suoi rami durante le ore notturne: qui infatti è avvisato dell’eventuale pericolo sia dalla repentina chiusura dei polipi al minimo contatto con un corpo estraneo sia dalla struttura “flessibile” che vibrerebbe anche sotto il peso del più piccolo predatore. La fase di acclimatazione ha tempi notevolmente ridotti se il numero di esemplari ospitati non è esiguo: in caso di pericolo ad esempio gli scatti con cui l’esemplare minacciato cercherà di fuggire serviranno da allarme per gli altri. Per ciò che concerne la convivenza il Lysmata è un gamberetto piuttosto pacifico che non crea problemi agli altri animali. Per molti pesci si tratta però di una preda saporita per cui è sconsigliato abbinarlo ad Apogon di dimensioni rilevanti, Coris Julis, Thalassoma pavo, Scorfani, Sciarrani e Tordi adulti. Può invece vivere senza problemi in vasche con Anthias, Chromis, Murene, Blennidi (di ridotte dimensioni), e piccoli esemplari di Apogon e di tordi. A qualcuno potrebbe sembrare una elencazione azzardata, ma in realtà la lista di pesci compatibili è composta da tutti quelli che apprezzano una dote fondamentale del Lysmata ossia il suo ruolo di pulitore. Come accade per diverse specie marine tropicali anche nel Mediterraneo ci si può imbattere in situazioni apparentemente inspiegabili come questa.

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Foto di Stefano Calcabrini

Il dilemma è subito sciolto: con l’abile uso dei suoi “minuscoli attrezzi” il Lysmata è in grado di garantire una corretta igiene orale eliminando i più piccoli residui di cibo o gli eventuali parassiti del pesce in questione. Questa sua dote gli garantisce una sorta di immunità, quasi ci fosse un tacito accordo di collaborazione tra pesce e gambero. Non è facile osservare simili comportamenti in cattività ma con un po’ di fortuna e di spirito di osservazione chiunque può assistere a questa curiosa pratica. Se dunque nella vasca non ci sono predatori temibili il comportamento del Lysmata sarà esattamente l’opposto di quanto avviene in natura: gli esemplari trascorreranno la maggior parte della giornata a ispezionare la vasca in ogni suo angolo alla ricerca di cibo diventando addirittura sfrontati. In realtà non perderanno mai la caratteristica di essere molto sospettosi ma, seppure con le dovute cautele, arriveranno addirittura a prendere il cibo direttamente dalle nostre mani.

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Foto di Giovanni Verazza

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Foto di Valerio Zupo

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Foto di Willy Smiths Jacob

Ciò capita anche con altre specie del Mediterraneo come ad esempio i Palaemon, con cui i Lysmata non hanno un rapporto idilliaco. In genere infatti l’indole dei Palaemon li porta a sopraffare i Lysmata che vengono sistematicamente allontanati dal cibo e dalle zone topiche della vasca. E’ noto che in cattività molti animali mutano il loro comportamento o ne amplificano alcuni aspetti ed è per questo che ogni vasca fa storia a sé. Nonostante tutto però la convivenza tra Palaemon e Lysmata pur essendo possibile può limitare notevolmente il comportamento di questi ultimi. Il discorso non si pone invece con altri gamberi mediterranei sia perché non competitori alimentari (Gnathophyllum elegans) sia perché assolutamente compatibili o eventualmente dotati di efficienti armi di difesa (Periclimenes amethysteus in genere simbionte con anemoni). Di recente ho potuto constatare che in vasche poco spaziose e senza un adeguato rifornimento di cibo anche lo Stenopus spinosus costituisce un serio pericolo trasformandosi in un predatore infallibile.

Se allevato in ambiente ideale il Lysmata può arrivare anche a riprodursi in cattività, caratteristica non comune fra gli organismi marini. Il problema naturalmente consiste nell’allevamento dei giovani esemplari anche se il fatto che siano onnivori aiuta notevolmente l’acquariofilo che si dovrà eventualmente preoccupare solo di allontanare ogni possibile predatore.

Le soddisfazioni che questo piccolo gambero può dare all’acquariofilo non sono poche considerando soprattutto che si tratta di una specie robusta e allevabile anche da chi è alle prime armi. Se a ciò si aggiunge la bellissima livrea si capisce il motivo del suo successo

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