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Il codice di autodisciplina per una pesca responsabile di AIAM

Scritto da AndromakusNop. Postato in Per la salvaguardia del Med

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Il codice di autoregolamentazione di AIAM è stato fortemente voluto da un gruppo di amici del med e soci AIAM per regolarizzare e al contempo dare informazione sui prelievi e sulla pesca. I regolamenti prescrivono molte norme da seguire; ma noi dal più profondo amore per il nostro mare vorremmo fare qualcosa di più. Sottoscrivere il codice è semplicemente seguire le regole che ognuno trova scritte dentro se stesso.

 


Ringraziamenti


Per la stesura di questo documento voglio ringraziare alcune persone che hanno attivamente contribuito:

Vanni Salcuni; senza di lui la parte "normativa" non avrebbe mai preso corpo. E' stato un'abile aiuto nella sezione legale.

Giorgio Volpe di ; per la concessione ad unire le pagine della normativa per la pesca al nostro sito.

Michele Puddu e Stefano Rossi; per la fattiva collaborazione nella stesura del documento.

Gli amici dell'acquario mediterraneo ed i soci A.I.A.M. che hanno contribuito con i suddetti alla stesura del codice

 

 
Introduzione
di Stefano C.A. Rossi

L’esigenza di elaborare un codice di autoregolamentazione per i cultori dell’acquario marino mediterraneo deriva essenzialmente dal desiderio di esplicitare e rendere noti al pubblico tutti quei comportamenti che solitamente un acquariofilo amante della natura manifesta per sua indole, senza esservi obbligato da norme e divieti.

Si tratta in sostanza di regole di comportamento guidate dal rispetto per gli ospiti dei nostri acquari e per l’ambiente di provenienza.

La spinta che porta ad allestire un acquario marino mediterraneo varia dal desiderio di osservare per un po’ animaletti comuni come i granchietti della riva fino al tentativo di ricostruire la porzione di un ambiente ben specifico, simulando al meglio i fattori ed i rapporti ecosistemici; in altre parole si cerca sempre di ricostruire l’ambiente più adatto e più simile all’originale per i nostri ospiti, siano essi granchietti e paguri oppure “difficilissimi” Apogon. A noi mediterraneisti piace pensare che questa operazione possa risultare molto più efficace rispetto ad altri tipi di acquari, poiché la differenza sostanziale è che si hanno a portata di mano tutti gli elementi di un singolo ambiente originario, dai batteri ai vertebrati al mezzo fisico in cui vivono. Il principio informatore che dovrà guidarci è quello della “misura”, ovvero della coscienza delle proprie capacità e dei propri mezzi tecnici.

Ecco dunque delineato il primo punto del nostro codice: accingersi ad allestire un acquario che rappresenti un ambiente gestibile in modo consono alla nostra abilità, al tempo che potremo dedicargli, e non da ultimo alle risorse finanziarie che potremo investirvi. Tentare di allevare un Apogon o un’Anthias in un acquario che non potremo refrigerare o a cui potremo cambiare acqua solo saltuariamente poiché troppo impegnati col lavoro significa condannare gli ospiti ad una lenta agonia con esito fatale. Avremo cioè sperperato la loro vita. Nelle stesse condizioni invece un acquario con alcune lumachine della battigia, alghe robuste come la Caulerpa e qualche bavosa potrà invece prosperare, fare la sua figura dal punto di vista estetico e non da ultimo riservarci la possibilità di osservazioni etologicamente interessanti.

Le catture dovranno essere limitate a quanto potremo ospitare nel nostro acquario.

 

Il secondo punto fondamentale ci suggerisce di valutare bene le potenzialità del nostro ecosistema casalingo; troppe catture faranno “esplodere” la nostra vasca, soprattutto dal punto di vista dell’equilibrio, danneggiando l’ambiente e gli ospiti. Quindi sarà possibile catturare qualcosa in più solo se avremo qualche amico da rifornire.

Dovremo inoltre sapere cosa catturiamo, perchè molte specie sono protette in quanto a rischio; i limiti di taglia sono quelli che garantiscono almeno una stagione riproduttiva; se vale per i pescatori, deve valere anche per noi. E’ vero, spesso i nostri ospiti tornano a mare cresciuti; ma se ammettessimo sempre auto-deroghe per “lo meo particulare” cadrebbero i fondamenti della nostra società civile.

Dovremo infine essere informati sulle leggi e sulle disposizioni in materia di pesca, di tutela del mare in generale e delle aree protette.

In sostanza per un comportamento “sostenibile” occorre conoscere, ed il Codice di Autoregolamentazione porta gli strumenti necessari a disposizione di tutti gli appassionati. Il formato elettronico ci consente di attingere direttamente alle fonti tutte le informazioni che ci occorrono, avendole così sempre aggiornate.

 


Codice di condotta per una pesca responsabile di A.I.A.M.


Prefazione:

A.IA.M. istituisce il proprio "codice di condotta per la pesca responsabile" in modo da poter dare agli appassionati amanti dell'acquario marino mediterraneo e di tutti gli amanti del "mare nostrvm" una guida comportamentale sul modo di effettuare la cattura degli organismi in mare, una guida alle riserve marine in Italia e le normative vigenti che regolano tale attività .
La nostra pesca è finalizzata ad uno scopo prettamente hobbistico non a fini di lucro e può avere motivo di studio scientifico. Vogliamo essere anche degli attenti difensori dell'ambiente mediterraneo ed in questo modo possiamo con l'osservazione subacquea ed anche di superficie avere una mappatura delle regioni visitate attendibile ed aggiornata.

Basandosi sul principio di salvaguarda dell'ambiente marino possiamo altresì sviluppare programmi che avvicinino le persone ad un tipo di pesca più attenta nel rispetto delle specie e dell'habitat. E' possibile, supportati da AIAM, avvicinarci alle altre associazioni per sviluppare programmi che vedano come finalità lo sviluppo di una pesca sempre più attenta al rispetto per l'ambiente.


L'aspetto giuridico a cui bisogna fare riferimento è in evoluzione ed è possibile che questo codice debba essere preso in riesame per la normativa, facciamo comunque sempre riferimento alla legislazione nazionale. Diciamo fin d'ora che non tutte le regioni hanno adottato una normativa specifica e che quindi in mancanza di questa si farà riferimento all'aspetto giuridico nazionale.
Il nostro codice non vuole coprire quello ufficiale commissionato dal consorzio Mediterraneo e che è stato adottato dalle associazioni di pesca, peraltro per noi abbastanza lontano, ma vuole semmai entrare nello specifico per quanto riguarda gli aspetti che più vedono coinvolti gli acquariofili mediterranei nelle problematiche dellapesca.

Il "codice di condotta di pesca responsabile AIAM" vuole unire e rendere in qualche modo tutti gli acquariofili ed amanti del mare in generale ad una attenta e precisa sorveglianza nei confronti di chi non è a conoscenza della materia. Siamo consapevoli che la conservazione dell'habitat è un fatto predominante della nostra cultura e lo sarà in modo maggiore nel prossimo futuro. E' quindi con grande sforzo e grande orgoglio, prettamente mediterraneo, che la nostra associazionevuole in questo modo indirizzare tutti coloro che vorranno dare il proprio contributo alla salvaguardia del mediterraneo.

Infine questo codice sarà sempre adattato alle normative in continuo aggiornamento ed invitiamo fin d'ora tutte le persone che vengano a conoscenza di versioni controverse alla segnalazione attraverso i canali del sito AIAM


Codice di condotta AIAM: articoli.

 

 

Art. 1: Natura e scopo del codice

Questo codice contiene i principi e le raccomandazioni su ciò che la legislazione Italiana ha predisposto circa la pesca in mare. Naturalmente vengono introdotte a cura dell'AIAM una serie di aggiunte circa il nostro settore specifico. Perlogica bisogna pensare che ove non vi è una chiara normativa sul modo di pescare, catturare, prelevare sia organismi marini che rocce ed acqua dovremo agire per coscienza. Comunque non bisogna aspettarsi dal legislatore una chiara ed univoca dettatura della legge, ma questa và interpretata da caso a caso.

Ci sentiamo legati a varie associazioni e da questo legame potrà sfociare una ricerca futura per un contatto tra le diverse realtà finalizzato alla salvaguardia dell'ambiente marino mediterraneo.

Art. 2: Principi
  • La pesca deve svolgersi avendo come primo obiettivo la salvaguardia dell'habitat marino e dei vari ecosistemi.
  • Disporre di una certa conoscenza scientifica del pescato ed avere cognizione delle possibilità d'allevamento in cattività di ogni singola specie che si vuol catturare.
  • Cercare le tecniche e adottare l'attrezzatura di cui si conosce il minor impatto ambientale e la minor mortalità.
  • Promuovere iniziative per far conoscere a tutti le problematiche relative al prelievo e il mantenimento in acquario dei vari organismi.
  • La protezione, conservazione, lo studio ed il rilascio in mare dovrebbe essere obiettivo primario di tutti.
  • Bisogna conoscere le specie a rischio e quelle protette ed intraprendere le misure necessarie a garantire la conservazione.


Art. 3: Natura e scopo del codice

  • Prendere visione delle specie protette e comunque sapere che ciò che si raccoglie nonappartiene alle specie prese in considerazione dalla convenzione di Berna e Barcellona.
  • Riteniamo non indispensabile ma consigliabile per la futura immagine dell'acquariofilo moderno non prelevare alcunchè nelle aree protette ove è comunque possibile farlo.
  • Mappare le zone dove vi è una proliferazione massiccia di specie ritenute infestanti.
  • Attraverso le pagine del sito è possibile conoscere e poter divulgare le varie specie protette che sono state prese in considerazione dalla convenzione di Berna e Barcellona.


Art. 4: La pesca

  • Prendere atto delle limitazioni e delle area protette.
  • Essere a conoscenza delle attrezzature vietate, di quelle maggiormente idonee alla cattura e di quelle relative al trasporto.
  • Vi è una taglia minima da rispettare per i vari organismi che è nulla in caso di specieproliferanti.
  • Le zone di pesca vanno sorvegliate e nel caso segnalate attraverso l'associazione o enti di ricerca preposti.
  • Le diverse aree protette e parchi nazionali sono soggetti a diversa regolamentazione pur dovendo sottostare ai principi generali della legislazione Nazionale.
  • L'associazione tramite il data base potrà fornire una utile guida delle specie che sono facilmente allevabili da quelle difficili oppure protette.
  • Prendere atto della stagione degli accoppiamenti delle specie che vogliamo catturare.
  • Evitare di lasciare in acqua attrezzature varie con il pericolo della perdita della stessa ed inevitabile "alterazione" dell'ambiente.
  • Avere cura di mantenere sempre il paesaggio privo di rifiuti.
  • Preferire ove possibile vacanze alternative e scegliere le attività eco-turistiche che sono un mezzo molto importante con un minor impatto ambientale. Questi periodi sono anche un modo di entrare in contatto con la natura e una possibiltà di studio ravvicinato con alcune specie marine.
  • Avere una linea di condotta che sconsigli il consumo a fini alimentari di specie protette, come per esempio il dattero di mare.


Art. 5: Ricerca e studio

  • Aver cura di prendere note scritte, mediante l'osservazione in acquario degli organismi, sull'allevamento, le riproduzioni, le differenze riscontrate in natura ed in cattività. Condividere i risultati con la pubblicazione sul sito.

 


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