Ultimi articoli pubblicati

il-blennide-e-lo-squalo

Il blennide e lo squalo

di Paolo Balistreri -- Sulla riva si infrangeva la risacca ed il mare portava via granelli di Dendropoma petraeum portati via dall’abrasione del moto ondoso. Era da tanto che...Leggi tutto
biodiversity-journal-2016-7-4-907-912

Biodiversity Journal, 2016, 7 (4): 907–912

di Anna Maria Mannino1*, Stefano Donati2 & Paolo Balistreri1 -- The Project “Caulerpa cylindracea in the Egadi Islands”: citizens and scientists working together to monitor marine alien species   Scarica l'allegato...Leggi tutto
Stampa

Come ho costruito una pompa dosatrice

Postato in Tecnica e fai da te

Valutazione attuale:  / 1
ScarsoOttimo 
Stampa

Già nel articolo sul denitratore avevo spiegato come, per la buona riuscita della denitrificazione, sia fondamentale somministrare costantemente e in dosi precise un alimento per i batteri.  Da principio avevo utilizzato il metodo di inserire con una siringa la quantità di soluzione necessaria tre volte al giorno. Essendo impensabile tale procedimento se non per brevi periodi, in quanto si è costretti a rientrare a casa ad ore stabilite per assicurare tale regolarità, avevo tentato la strada della flebo, ma haimè ciò non funzionava sempre, spesso le soluzioni zuccherine intasavano il deflussore, o comunque la stessa pressione che si creava all’interno del denitratore o qualsiasi altra variazione, rendeva il flusso irregolare e talvolta del tutto assente.

 La soluzione consigliatami era: una pompa peristaltica. Tali pompe utilizzate in vari campi (biologico, medico) sono disponibili anche per uso acquariofilo e hanno la particolarità di poter somministrare dosi di liquidi in quantità controllata. Esistono peristaltiche per acquari che hanno più di un serbatoio e sono in grado di somministrare anche 3 composti ad ore prestabilite. I preventivi richiesti su due modelli con prestazioni differenti si aggiravano intorno alle 450.000 e 750.000 delle vecchie lire. Sinceramente per l’uso che ne dovevo fare io mi sembravano eccessive, che fare ??

Pensai allora alla possibilità di crearne una in modo economico; serviva una pompa di dimensioni abbastanza ridotte e non molto costosa, un timer ed un sistema che mi permettesse di controllare la somministrazione secondo quantità controllate. In fondo il problema era solo questo, pensai allora di riutilizzare il Kit della flebo cioè deflussore e contagocce, ma andiamo con ordine.

La pompa più piccola che sono riuscito a trovare è la micro della Askoll, capace di pescare immersa in appena 7 mm. Come serbatoio ho usato una bottiglia in pet; inserita la pompa al suo interno ho collegato l’uscita della pompa ad un tubicino (diametro) 5 mm, il tubicino trasparente finisce così dentro al contagocce della flebo, continuando il tubicino (più piccolo) del contagocce flebo si immette all’entrata del denitratore, in mezzo il deflussore. Tra l’uscita della pompa ed il contagocce ho inserito una valvola di non ritorno, per impedire che, a causa della pressione che si forma all’ìnterno del denitratore, il serbatoio invece che svuotarsi di liquido si riempia di acqua che proviene dal denitratore.

Ma ecco l’oggetto nel dettaglio:

Come si può notare per migliorare la sensibilità del sistema, ho sostituito al deflussore, uno stringitubo da laboratorio:

 

lo stringitubo:

Ac_pom15.jpg (80282 byte)

Questo non è altro che un telaio ove scorre un perno che poi va a strozzare il tubo contro uno dei lati del telaio, viene usato nei laboratori biologici, all’uscita delle peristaltiche per perfezionare la quantità di soluzione in uscita. In verità si può benissimo usare un comunissimo deflussore per flebo, diciamo che lo stringoitubo è più pratico avendo una rotellina che permette regolazioni molto fini, ma il principio è lo stesso. Infatti come si può vedere proprio sotto lo stringitubo sono ancora presenti due deflussori, ormai inutilizzati.

Per stabilire la quantità di flusso di liquido che la pompa deve trascinare è necessaria una trasformazione ml=Gocce ottenibile tramite un calcolo matematico, (ma per chi è interessato posso mandargli un foglio excel semplicissimo da usare, basta inserire i Ml voluti per ottenere la quantità di gocce equivalente). Collegata l’alimentazione della pompa al timer, attivo la pompa e strozzo il deflussore fino a permettermi di contare la quantità di gocce che passano nel contagocce, a questo punto il gioco è fatto:

Il principio di funzionamento è il seguente: preparata la soluzione (nel mio caso 500 ml che mi durano circa 2 mesi) la metto nel serbatoio (bottiglia in pet), e imposto il timer:

1) Il timer  fa girare la pompa per un minuto (ma chiaramente si può regolare a piacimento)

2) La soluzione passa attraverso la valvola di non ritorno.

3) Passa nel contagocce.

4) Qui si possono controllare e contare le gocce in uscita ed eventualmente “aggiustare il tiro”.

5) Lo stringitubo una volta regolato permette il passaggio di un tot di gocce costantemente e non dovrebbe essere necessario apportare modifiche.

6) La soluzione entra nel denitratore (o va in vasca ….. a piacimento).

 

 

Questo sistema di somministrazione di liquido controllata, trascende naturalmente dall’uso del denitratore, può essere usata per svariati scopi: inserimento in vasca di fertilizzanti per le piante, di oligoelementi, aggiunta di calcio e perfino cibo per avannotti.

Ciao e alla prossima

By Antonello Cau

autunno 2002

email:   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Stampa

Questo sito utilizza cookie. Continuando a consultare AMM, acconsenti all'utilizzo dei nostri cookie.