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Schiumatoio economico per minimed

Postato in Tecnica e fai da te

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Figura1.jpg (28507 byte)

Tutti i possessori di un piccolo acquario marino che vogliano inserire uno schiumatoio hanno problemi a trovare uno di questi accessori di dimensioni adeguate alla loro vasca. Per una vasca inferiore ai 60 litri non sono molti i modelli possibili, e sono essenzialmente quelli a pietra porosa. Certamente l’efficienza di uno schiumatoio a porosa è inferiore a quella di potenti  skimmer ad iniezione, a effetto Venturi ecc, ma quando sono associati ad altri metodi di filtrazione contribuiscono in modo significativo ad eliminare molta sostanza organica che deve ancor entrare nel ciclo dell’azoto. 

 

 In commercio di veramente piccoli ce ne sono pochi; citando a memoria per anni sono stati noti il “Piccolo” della Sander, l’Air30 della Berlin, il Mini-flotor della Aquamedic e pochi altri, di marche meno note ma altrettanto efficaci; adesso sono difficili da trovare, ma l’entrata in auge dei cosiddetti “nano-reef” ha mantenuto aperta questa fetta di mercato tra i cultori di acquario marino tropicale, e noi mediterraneisti potremo trarne vantaggio. Restano però accessori non facili da reperire  e non sempre ben adattabili alle nostre vasche per via di spazio, filtri, coperchi ecc. Sul mio mini-med ho risolto personalmente il problema con il fai-da-te traendo spunto da decine di progetti presenti in rete, e l’accessorio l’ho poi trasferito a supporto della vasca da 100 litri in attesa di strumenti migliori.

Lo schema è il più semplice possibile: un tubo interno per la risalita ed uno concentrico più esterno per l’espulsione dell’acqua (Figura 1). Io ho usato “spazzatura da laboratorio”, con il tubo esterno di 4,5 cm circa ed uno interno più piccolo, da 3 cm circa (figura 2).

Per mantenere centrato e verticale il tubo interno gli ho incollato sei alette fatte da un pezzetto di plexiglass, tre in alto e tre in basso (si vedono sempre in fig.2). Per non farlo scivolare verso il basso ho fatto un foro nella parete esterna attraverso cui far passare una vite in nylon ricavata da un tendifili acquistato al brico (figura3).

Il tubo esterno l’ho incollato al terminale di un tubo da idraulico in polipropilene 50x18 con raccordo a bicchiere; questo svaso, tolta la guarnizione perché in acquario può rilasciare lubrificanti strani, serve per inserirvi il bicchiere dove raccogliere la schiuma (figura 4).

Il bicchiere l’ho costruito con uno spezzone del tubo trasparente (o meglio due avanzi incollati) e per la risalita centrale, che funziona meglio se è di forma conica, ho sfruttato un bicchierino di plastica servitomi al bar con un sorbetto al limone (figura 5) adeguatamente tagliato. Avrei potuto allargare a cono un tubo di plexiglass o PVC scaldandolo con uno sverniciatore e forzandolo su un collo di bottiglia.

Gli incollaggi tra plexiglass e plexiglass li ho fatti con colla specifica. Gli incollaggi tra plexiglass e Polipropilene o tra Plexiglass e il bicchierino li ho fatti con colla bicomponente epossidica; il tendifili in nylon l’ho fissato con abbondante colla a caldo. Le superfici “miste” è meglio se vengono rese ruvide con un po’ di carta vetrata.

Alla base del tubo centrale ho fatto una tacca per incastrare il tubicino della porosa di tiglio (figura 6).

A non voler spendere per cercare plexiglass o PVC trasparente, che comprati nuovi se non si trovano degli sfridi potrebbero rendere antieconomico lo schiumatoio rispetto a quelli di marca (spesso i tubi sono venduti interi, a 2 metri per volta!), e non avendo a disposizione la “spazzatura” che ho utilizzato io, si potrebbe fare il tutto con il tubo da idraulico del 50x18 e con un tubo in PVC grigio da 1-1,5” per l’interno. Mancherebbe però  la visibilità di come si muovono le bolle all’interno e di quanto è efficiente la porosa di tiglio, e l’estetica sarebbe decisamente peggiore, ma il costo diventerebbe  irrisorio.

Stefano C.A. Rossi

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