Ultimi articoli pubblicati

il-blennide-e-lo-squalo

Il blennide e lo squalo

di Paolo Balistreri -- Sulla riva si infrangeva la risacca ed il mare portava via granelli di Dendropoma petraeum portati via dall’abrasione del moto ondoso. Era da tanto che...Leggi tutto
biodiversity-journal-2016-7-4-907-912

Biodiversity Journal, 2016, 7 (4): 907–912

di Anna Maria Mannino1*, Stefano Donati2 & Paolo Balistreri1 -- The Project “Caulerpa cylindracea in the Egadi Islands”: citizens and scientists working together to monitor marine alien species   Scarica l'allegato...Leggi tutto
Stampa

Breve descrizione sul sistema Jaubert

Postato in Tecnica e fai da te

Valutazione attuale:  / 1
ScarsoOttimo 
Stampa

Tra i sistemi naturali studiati negli ultimi trent’anni quello di maggior successo si è rivelato il sistema del prof. Jean Jaubert dell’università di Nizza. Testato all’acquario di Monaco su una vasca di 1800 lt per tutta la durata dell’esperimento (4 anni) non è mai stato effettuato nessun cambio d’acqua.

I valori riscontrati durante il periodo del test sono stati: nitrati 0,015 ppm, ammoniaca e nitrati 0,001 ppm, calcio 500 ppm e ph 7,8 – 8,2. La vasca ospitava diversi coralli, anemoni e pesci.

Per la creazione del plenum (zona d’acqua con scarsa ossigenazione) si possono usare le piastre per filtro sottosabbia e metterci sopra una rete a maglie strette (tipo zanzariere), cosi facendo si ottiene la camera d’acqua di due centimetri d’altezza. Lo spessore della sabbia deve essere di 10 cm, la granulometria di 2 – 4 cm di diametro, le pompe per la circolazione dell’acqua pari a 5 – 6 volte il volume della vasca, ed un’intensa illuminazione (il sistema è stato testato su un acquario di barriera). Le rocce devono occupare al massimo il 25% della superficie disponibile, è importante che la maggior parte possibile del substrato sia a contatto diretto con l’acqua, quindi evitare rocce piatte. Naturalmente le rocce ed almeno una parte della sabbia devono essere “ vive”. In questo modo la quantità d’ossigeno (a detta di Jaubert) dovrebbe essere di 6 ppm in superficie e di 1 ppm nello strato inferiore. Tutto questo con un carico organico pari ad 1 cm di pesce ogni 5 lt d’acqua.

Per informazioni più precise si può andare a leggere qualche articolo specifico.

  La mia esperienza con il sistema Jaubert 

Quattro anni senza cambi d’acqua! Fantastico!!!

Ma purtroppo non è cosi. Certo non voglio mettere in dubbio il lavoro svolto dal prof. Jaubert visto che il suo sistema è usato ancora oggi dall’acquario di Monaco e riconosciuto a livello mondiale, ma valori di NO3 prossimi allo zero non ho avuto “ancora” il piacere di misurarli.

Purtroppo ci sono molte variabile e basta un piccolo errore ed il sistema non da quello che ci si aspetta. Ho usato il “Jaubert” per la prima volta in una vasca da 65 lt attenendomi scrupolosamente al progetto originale ed ho riscontrato diversi problemi.

- Con forte illuminazione (1,5 w/lt) proliferavano molte alghe marrone.

- Pezzi d’alghe morte ed altri detriti in giro per la vasca.

- Deposito di ceneri nelle zone con meno idrodinamismo.

Cosi ho pensato di apportare delle variazioni, inserendo al posto di una delle due pompe centrifughe un piccolo filtro interno caricato con lana di perlon, per eliminare le particelle in sospensione, ho aumentato l’altezza del plenum a 2,5 cm usando dei tubi in PVC al posto delle piastre per il sottosabbia. Lo spessore della sabbia di 8 cm con granulometria di 1 – 4 cm di diametro, cambio il 10 – 15 % d’acqua ogni 10 giorni, approfitto dei cambi d’acqua per aspirare le ceneri e depositi vari, ho ridotto l’intensità luminosa a 0,5 – 0,6 w/lt. Faccio molta attenzione con la somministrazione di cibo senza lasciare in giro per la vasca resti di cibo, aggiungo ogni settimana una piccola quantità di batteri quiescenti. Cosi facendo ottengo i seguenti valori più o meno in tutte le quattro vasche: PH 7,8 – 8, KH 7 –8, NO2 0, NO3 8 – 10, CA 400 – 420, PO4 0, NH3 0 (senza cambi d’acqua per un mese NO3 = 15 – 20)

Con un carico organico più o meno di 2- 3 cm di pesce per ogni 5 litri d’acqua. 

Ho intenzione di provare con alimentazione diretta dei batteri (vi terrò informati).

In conclusione sono soddisfatto dei risultati ottenuti con questo sistema semplice ed economico.     

Mario Loffredo 

Stampa

Questo sito utilizza cookie. Continuando a consultare AMM, acconsenti all'utilizzo dei nostri cookie.