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Paramuricea clavata
di Francesco Turano

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Tra le gorgonie del Mediterraneo la Paramuricea clavata è sicuramente la più bella, la più appariscente e anche la più grande. Le colonie di polipi che formano la sua struttura sono disposte su un solo piano e vanno a formare ramificazioni che possono raggiungere e in casi rari superare il metro di altezza. Il colore dominante della specie è il rosso carminio con tendenza occasionale al violetto, ma in alcuni luoghi del Mediterraneo le estremità di alcune ramificazioni assumono una colorazione gialla molto intensa, con il risultato che la gorgonia si presenta praticamente bicolore o, come accade all’imboccatura nord dello Stretto di Messina (Scilla), del tutto gialla. Alcuni studi al riguardo hanno dimostrato che le popolazioni del centro-nord sono esclusivamente rosse, mentre nelle acque centro meridionali si hanno diverse popolazioni con sfumature gialle. Un caso particolarmente raro è quello della gorgonia rossa con polipi bianchi: esemplari unici e molto spettacolari.

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Le Paramuricee ricoprono le rocce del fondo a partire di solito dai –20 m di profondità, anche se la batimetria dove ha inizio l’insediamento è strettamente legata alla limpidezza dell’acqua: una maggiore trasparenza e, quindi, una maggiore penetrazione della luce in profondità, costringe questi animali, tipicamente sciafili (amanti cioè della penombra), a colonizzare gli ambienti rocciosi a profondità superiori ai 28-30 metri. Per nutrirsi, catturando con i polipi ben aperti le particelle alimentari che vagano nell’acqua trasportate dalle correnti, le gorgonie si dispongono sempre perpendicolarmente al flusso principale. Nelle zone prossime alla superficie, dove predominano correnti verticali, si dispongono pertanto parallelamente alla superficie; viceversa nelle zone più profonde, dove le correnti sono prevalentemente orizzontali, la loro disposizione sarà invece perpendicolare alla superficie del mare. Questa regola non è priva di eccezioni; poiché la loro disposizione è strettamente legata alle correnti, potrà certamente variare se sul fondo la corrente incontra ostacoli di varia natura che ne modificano l’andamento. La crescita di una ramificazione è strettamente legata alla quantità di nutrienti presenti in un determinato luogo e all’ambiente più o meno dinamico. E’ stato calcolato che la crescita media si aggira intorno ai 3 cm all’anno; bisogna però aggiungere che nei luoghi dove le correnti sono deboli si trovano ramificazioni più grandi (splendidi ventagli) e concentrazioni per metro quadro di fondale non particolarmente elevate, mentre nei luoghi dove il dinamismo è notevole si hanno in genere ventagli più bassi e larghi, anche se molto più fitti (veri e propri boschi di Paramuricee). La struttura della gorgonia Paramuricea clavata costituisce un valido punto di appoggio per molti altri tipi di organismi marini. Tra questi ricordiamo i fitti grappoli di tunicati di vario tipo, con prevalenza di Clavelina lepadifromis, o celenterati invasivi come il Pareritropodium coralloides, che si impossessa, come fa anche la Gerardia savaglia, di parti dello scheletro della gorgonia. Occasionalmente capita poi di trovare sulla gorgonia molluschi come la Pteria hirundo ed echinodermi molto poco frequenti come lo splendido Astrospartus.
Osservare una scogliera densamente popolata da questi animali è uno spettacolo senza eguali in tutto il Mediterraneo, vuoi per i cromatismi, vuoi per l’eccezionale biodiversità dell’ambiente creato, un vero e proprio bosco sommerso, tre i cui rami vivono pesci e invertebrati d’ogni specie.
 

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